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Il museo di Aidone ha acquisito con l’arrivo degli argenti, degli acroliti e della dea una specificità ed un’importanza tali da renderlo uno dei più interessanti della Sicilia.
Non mi voglio soffermare sulle avventurose, per certi versi misteriose e certamente legali, vicende che hanno portato alla loro scoperta (tombaroli), alla vendita (mercato illegale), all’acquisto ed all’esposizione nei musei americani Metropolitan e Paul Getty ed, infine, al loro ritorno. Tali vicende sono state ampiamente narrate dai media ed hanno formato oggetto di dibattiti, conferenze, etc.
Voglio, invece, proporvi delle mie impressioni su queste “presenze” al museo, frutto della suggestione e delle tante visite effettuate.
Svoltando a destra l’angolo del primo corridoio, si viene subito a contatto con i volti delle due dee ctonie. E la sensazione è ogni volta la stessa di entrare in chiesa e di guardare verso il tabernacolo. Con la differenza che non c’è un Dio nascosto ed immaginato, ma due volti di donne sia pure astratte nel loro naturalismo. La distanza tra l’ingresso nella sala e l’accostamento alle dee è coperta con una cadenza da processione religiosa. Ci si avvicina con rispetto ed un’inattesa forma di devozione. Loro poi guardano con un sorriso distante, di antica memoria e di completa consapevolezza. Conoscono la vita e la morte, le preghiere e le richieste dei fedeli, i loro più intimi sentimenti. Mi torna in mente, in un accostamento che supera i secoli ed i millenni, “il sorriso dell’ignoto marinaio” di Antonello da Messina, oggi al museo Mandralisca di Cefalù. Lo stesso sorriso enigmatico che, però, nel marinaio sa delle cose di vita (siciliana!), nelle dee travalica questo orizzonte per proiettarsi in quello anche dell’Ade. E la memoria corre al mito di Demetra e Kore, della madre che vaga disperata sulla terra chiamando il nome della figlia “Kore, Kore mia”, grido che riecheggia ancora, dalle viscere di un passato ancora attuale, nei pianti delle madri difronte al dolore dei figli o alla loro perdita. I due volti sono di dimensioni diverse, a voler marcare una differenza di età tra Demetra (madre) e Kore o Persefone (figlia) e presentano caratteristiche proprio della fine dell’età arcaica greca.
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La piccola chiesa dedicata a S. Gregorio Magno fu edificata fra le contrade Bellia e Muliano, vicino ad una torre di guardia d’epoca normanna. Ad essa fu annesso un piccolo cenobio dell’Ordine Benedettino e intorno al 1140, per l’affluire di un discreto numero di monaci, fu innalzato a priorato. Gli Aleramici di Sicilia lo dotarono di tutte le adiacenze di Muliano, nonché del feudo di Malocristiano superiore e inferiore. Con diploma 18 maggio 1346, XIV ind., Fra’ Oliverio de Cultellis, il vicario del vescovo Gerardo Ottonis, aggregò il piccolo cenobio all’abbazia benedettina di S. Agata di Catania, che era annessa alla cattedrale, ed autorizzò il monaco piazzese Bartolomeo Farinato ad apportarvi dei restauri. Il monaco impiegò diversi anni per rendere agibile il complesso chiesa-cenobio di S. Gregorio di Muliano e nel 1353, a lavori ultimati, fu riconosciuto fondatore e fu altresì nominato priore. Non sappiamo con sicurezza se l’aggregazione all’abbazia catanese fu una decisione del vescovo-abate di Catania o fosse una conferma di un antico privilegio del tempo normanno. Quel che è certo, da quel momento fino alla fine del IX sec., la chiesa episcopale catanese godette le rendite degli estesi latifondi del priorato di S. Gregorio, pagando alla R. Curia le tande dovute per il servizio militare.
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Mari e monti ovvero giochi di parole.
Escursione al Castello-Museo di Adrano. Come previsto, il rientro è stato anticipato alle ore 17.30 per consentire a Maria e Ugo di partecipare al festeggiamento del compleanno della nipotina Giulia. Hanno detto e soprattutto è accaduto. – Piccola rassegna della stampa locale. La voce di Ciazza Il museo dei ragazzi. L’architetto Nello Caruso (Caruso di nome e non di fatto) ci ha accolto al museo di Adrano per una visita che riporta al neolitico del Mendolito e alla città greca di Adranon…
Il resto di San Cono La vertigine del tacco. Non sempre i tacchi portano su, talvolta anche giù, Danielle si è fatta male a una caviglia non è stato facile reperire del ghiaccio…Mirabella News Il castello e Castellana.
Dopo la visita al castello, Alberto Castellana ha organizzato il pranzo - antipasto e giropizza - alla Pizzeria” Il Cavallino” di Biancavilla… Raddusa Press Pizza idea. Per raggiungere la pizzeria qualche difficoltà, il navigatore non è bastato, è servito un aiuto. “Per fortuna che mi hanno dato delle indicazioni – ha commentato Salvo Campagna - altrimenti saremmo rimasti sull’autobus per un autentico giro pizza”... Pergusa non solo lago.

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