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Lunedì 14 marzo alle 9:30, nell'aula magna della facoltà di Scienze della Formazione, si terrà un incontro di studio dal titolo Priniàs Gortina Dreros. Tre città cretesi a confronto.
La manifestazione rappresenta il momento conclusivo al progetto di ricerca Prin 2007-2009 "Il processo di formazione della polis a Creta. Indagini multidisciplinari sulla strutturazione dello spazio urbano nella Creta centrale", condotto dalle Università di Catania e Palermo insieme all'Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del Cnr. Le tre istituzioni operano da lungo tempo a Creta, nei siti arcaici di Priniàs, dove l'ateneo catanese ha da lungo tempo una Missione archeologica che scava, in collaborazione con l'Ibam, nella città arcaica della Patela, e di Gortyna - Prophitis Ilias dove invece scava la Missione dell'Università di Palermo.
L'incontro si propone di fare il punto, oltre che sulle ricerche che i tre gruppi svolgono, anche sul grande problema della formazione della polis nella Creta centrale; ad esso, insieme a ricercatori delle tre istituzioni proponenti, prendono parte anche studiosi dell'Università di Strasburgo, che opera nell'importante sito cretese di Dreros, e che è collegata a Catania in un comune progetto di ricerca.
L'opening lecture sarà tenuta dal prof. H. Matthaeus dell'Università di Erlangen.
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Scavi non autorizzati in area a tutela archeologica: rinvenuto sarcofago
Piazza Armerina – Il Monte Mangone è una collina soprastante la Villa romana del Casale. In quel sito è presente una necropoli tardo-antica, ma contiene tombe che hanno fornito reperti fino all’epoca arabo-normanna.  In passato la zona è stata oggetto di interesse da parte degli studiosi, seppure non si sia trattato di studi sistematici dell’area. Invece un notevole interesse l’hanno mostrato gli scavatori di frodo che ne hanno violato le tombe. Anche adesso sono continuati nell’area scavi non certo autorizzati, però stavolta gli scavatori sono stati scoperti dalla polizia che ha identificato e denunciato due persone, recuperando frammenti di un sarcofago di epoca tardo-romana. Gli agenti, evidentemente messi sull’avviso, stavano controllando, in un terreno privato nell’area di monte Mangone, soggetto a tutela archeologica, due uomini intenti ad effettuare lavori agricoli mediante un escavatore. E, chiaramente, non autorizzati, poiché l’area è sottoposta a vincolo archeologico. È stato evidenziato che i due uomini avevano effettuato un vasto sbancamento per la realizzare una strada da cui fuoriuscivano numerosi cocci fittili.
 I tecnici della Soprintendenza di Enna, hanno recuperato una parte di sarcofago marmoreo che presentava delle decorazioni a girali scolpite, risalente all’epoca tardo-romana/bizantina, di rilevante importanza artistico culturale. Il proprietario dell’area e l’uomo che stava eseguendo i lavori sono stati denunciati per concorso in danneggiamento al patrimonio archeologico, storico-artistico, violazioni in materia di ricerche archeologiche, possesso illegale di reperti e scavi non autorizzati in area sottoposta a tutela. L’area, è stata deturpata anche paesaggisticamente, in relazione al fatto che i lavori, hanno comportato il passaggio e l'uso di mezzi meccanici, che hanno creato una profonda ferita al costone che sovrasta la Villa del Casale.
Sebi Arena
5 marzo 2011
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