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La Sicilia è terra aspra; soprattutto per un giovane in cerca di lavoro. Due solitamente sono le le strade percorribili: allontanarsi o accontentarsi. Due concetti profondamente diversi a parte la rima.
Per chi volesse però, esiste anche una terza opzione, specializzarsi in un settore di nicchia ma con grandi potenzialità territoriali. Per esempio, sono aperte, e fino al 30 ottobre, le iscrizioni al corso di laurea in Archeologia del Mediterraneo dell’Università Kore con sede a Piazza Armerina. Il Corso di laurea fa parte della Facoltà delle Arti e della Comunicazione ed ha come docenti alcuni tra i migliori specialisti della materia tra cui il prof. Giovanni Pettinato, assirologo, e il prof. Patrizio Pensabene, per ora impegnato negli scavi presso la Villa Romana del Casale.
Il Corso si avvale delle più moderne tecnologie archeologiche ed ha l’obiettivo di formare i nuovi Indiana Jones del futuro, con grandi competenze storiche e tecniche.
Sono previsti stage per gli studenti direttamente sugli scavi delle più importanti aree archeologiche della provincia, dalla villa Romana Casale a Morgantina a Montagna di Marzo, tutto con la collaborazione degli archeologi della Soprintendenza di Enna.
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Il sito archeologico di contrada Màrcato è collocato geograficamente al centro della Sicilia nel territorio del comune di Valguarnera Caropepe e inquadrabile topograficamente nel foglio n.268 II NE nelle tavolette IGM. Orograficamente fa parte dei Monti Erei ed il pianoro in cui sorgeva il suddetto sito si trova a NE rispetto all’abitato moderno del comune. Nel sito è presente, oltre ai livelli abitativi riscontrati nelle attività di scavo archeologico, una necropoli composta da tombe a grotticella ricavate dal costone roccioso presente al limite nord-occidentale dell’area indagata.
L’area archeologica di contrada Màrcato è stata oggetto di due indagini archeologiche: la prima nel 1992 condotto dalla dott.ssa Cilia che ha portato alla luce diversi livelli che abbracciano un periodo compreso tra il Neolitico finale e l’età classica riscontrando diversi livelli con strutture (fornaci) di età medievale; la seconda campagna d’indagine archeologica è stata condotta dal dott. Lorenzo Guzzardi nel 1998 e, mediante lo scavo di tre saggi, sono stati riscontrate numerose unità stratigrafiche d’importante rilievo inquadrabili tra il Neolitico finale e l’età medievale. Sono state individuate diverse strutture preistoriche e protostoriche ed i reperti ceramici provenienti da questi livelli sono stati presi in esame nello studio crono-tipologico effettuato da Andrea Arena in occasione della compilazione della sua tesi di Laurea.
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Domenica 12 settembre 2009 all’alba è morto Gianfilippo Villari Soprintendente ai beni Culturali ed Ambientali di Messina.
Nato a Piazza Armerina il 25 ottobre 1946 ha frequentato il Liceo classico “A. Cascino”, poi si è laureato in Scienze Politiche all’Università di Catania, ha seguito negli anni ’70 la Scuola toscana di Archeologia del libro di Alberto Tinto. Tornato in Sicilia è stato Conservatore bibliografico per la Sicilia orientale. Nel 1993 è stato nominato Soprintendente ai Beni culturali ed ambientali della provincia di Enna e successivamente ha diretto il Centro Regionale di Progettazione e di Restauro di Palermo. Fino a un mese addietro è stato Soprintendente ai BCA di Messina. Ha insegnato in Istituti Superiori e all’Università. Si è perfezionato a Roma presso il laboratorio di Ingegneria ambientale ed ha introdotto in Sicilia le teorie ottico-fisiche e termo-igrometriche degli interni espositivi, sperimentando progetti pilota a controllo microclimatico.
Giornalista e saggista, iniziò giovanissimo a collaborare con quotidiani e periodici, antologie ed enciclopedie, pubblicando centinaia di articoli e note. Ha fondato e diretto per alcuni anni il mensile politico-culturale Pamphlet. Ha ricevuto il premio “Verga” per la narrativa ed ha diretto la rivista della Società di Storia Patria della sicilia Centro-meridionale con sede a Piazza. Ha pubblicato diversi volumi di storia, archeologia, narrativa e politica, prima che una inesorabile malattia lo stroncasse in poco tempo.
Figura esemplare di servitore dello stato di vecchio stampo, ha accumulato consensi e talvolta anche inimicizie e vendette mafiose come quando, da soprintendente a Enna, dovette gestire con fermezza e decisione, la vicenda dei danneggiamenti delinquenziali dei mosaici della Villa del Casale. In quell’occasione ebbe a subire minacce ed intimidazioni che gli costarono amarezza e sofferenza. La malattia non gli ha risparmiato ulteriori afflizioni. Tra le sue opere vanno menzionati i volumi: "Cronache d'Ottocento" (Premio Verga 1989), sulla saga di due famiglie siciliana, ovverossia il caso inusitato di Angelica Adernò, signora dell'Avana; "La Sicilia libertata"(2005), un libro che ricostruisce in maniera polemica la storia della Sicilia dal 1943 al 1950; "Il trilemma dell'interrotto piacere (2006): in cui Villari, con un'ironia senza pari, racconta di complotti mafiosi e mirabolanti avventure giudiziarie tra il tragico e il comico, per continuare sulla satira dei cosiddetti "traditori della zappa";"Pensieri, parole ed omissioni"(2004):dialogo dissociato tra un avatàr, un filosofo danese e un linguista toscano commentato da un libero pensatore siciliano.
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