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Tracce della festa trovate da due archeologhe di Gerusalemme in una grotta della Galilea. Lo studio su Pnas. Era stata organizzata per la sepoltura di una donna, forse la sciamana del villaggio.
.jpg) Cacciatori di giorno, amanti del convivio la notte. La sola differenza è che gli uomini primitivi festeggiavano con bue e tartaruga al posto di champagne e tartine. Per preparare il cibo trascorrevano giorni e giorni a cacciare, e dai resti degli oltre 300 chili di carne che gli archeologi hanno ritrovato in una grotta in Galilea, si è dedotto che gli invitati alla più antica festa della storia umana fossero tra i 35 e i 40, tutti evidentemente molto affamati. Il party primitivo, ricostruito dalle archeologhe Natalie Munro dell'università del Connecticut e Leore Grosman dell'università di Gerusalemme, risale a oltre 11.500 anni fa. Non era affatto scontato che uomini abituati a una vita dura, fatta di caccia e guerre fra tribù per il possesso del territorio, sentissero il bisogno di ritrovarsi insieme per socializzare. Ma la scoperta raccontata oggi sulla rivista Pnas, frutto di una campagna di scavi decennale nella grotta di Hilazon Tachtit, a metà strada fra il Lago di Tiberiade e il Mediterraneo, getta luce su uno snodo della storia umana in cui la vita nomade stava lasciando il passo a quella sedentaria, la caccia cominciava a essere affiancata dall'agricoltura e oltre alla brutale gara per la sopravvivenza anche le prime forme di arte e decorazione stavano diventando ingredienti della vita dei primitivi.
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Stanotte, il carissimo fraterno socio Gaetano Adamo ci ha lasciati nello sbigottimento assoluto. Ha lottato contro l'avversità, ma, quando già ce l'aveva fatta, un'impensabile e assurda complicanza, ce lo ha strappato. Gli amici e soci del Gruppo Archeologico di Piazza Armerina sono vicini ai familiari - nostri assidui soci e carissimi amici - papà Silvio, mamma Lucia, la cara sorella Manuela e a tutti quelli che in questo momento lo piangono.
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Mafalda e le anime purganti
Alla cortese attenzione
del Sig. Sindaco di Marsala.
Piazza Armerina 3 maggio 2010
Egregio Avv. Lorenzo Carini,
ricorderà il nostro occasionale incontro davanti alla Chiesa Madre alla vigilia del 1° Maggio, era l’inizio dell’escursione che il gruppo archeologico di Piazza Armerina si apprestava ad affrontare. È proprio vero, il buon giorno si vede dal mattino (in questo caso sera): il suo cordiale benvenuto a Marsala ha dato il via alla nostra splendida esperienza nella sua città. Appassionati di archeologia abbiamo, soddisfatto la voglia di conoscenza che il suo territorio stimola con le eccezionali testimonianze dell’ epoca fenicia e romana di Lilibeo e Mozia. Il merito di ciò è da attribuire alla Presidente della Pro Loco Bice Marino…
Alla Partenza Felice dimentica il telefonino e il panino con la mortadella, piange l’assenza di Mafalda ed esprime il dolore per la lontananza con melanconici versi. La metrica è sciolta (sì proprio sciolta) le parole vanno dritte dritte al cuore. Il sottofondo musicale fuoriesce da una scatola cinese. Il poeta, con sottile ironia, esprime il dolore per la lontananza dalla sua amata Mirella (in gita in Grecia) e con grande astuzia la confonde con Mafalda che – poi - è il panino con la mortadella. A Mirella è andata proprio bene: immaginate se Felice avesse utilizzato come metafora la trippa, i ceci, i funghi sott’olio e soprattutto la gelatina di maiale.
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