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La testimonianza più cospicua del santuario nella prima metà del secolo VI è senz'altro il più volte ricordato complesso di deposizioni sul pavimento superiore dell'edificio circolare B, un complesso stupefacente per le sue caratteristiche e per le vicende che hanno portato alla sua formazione e alla sua conservazione.
Su quel pavimento infatti, protetti solo da un sottile velo di terra e pietrame, si sono conservati fino a noi praticamente tutti gli oggetti che vi si trovavano deposti nel suo estremo momento di vita, allorchè l'edificio e l'intera area sacra vennero abbandonati. L'abbondante quantità di ceramica greca che vi si trovava depositata, accuratamente studiata da K. Perna, consente di fissare ragionevolmente il termine ultimo di vita del deposito a ridosso della metà del VI secolo, probabilmente nel decennio 560-550. Lo strato di deposizioni, e l'intero pavimento, furono in quel momento a nostro giudizio volontariamente occultati mediante una copertura di terra e pietrame per sottrarne il contenuto al deterioramento delle intemperie o al saccheggio; questo semplice accorgimento, attraverso vicende di cui non possiamo avere nessuna idea, ha consentito per un fortunato ed irripetibile concorso di circostanze la conservazione fino ad oggi dell'intero complesso attraverso più di due millenni e mezzo.
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Paleopatologia
Nel corso degli anni si erano accavallate molte ipotesi, da quella che la attribuiva a malattie ereditarie, a una ferita, fino all'omicidio violento o per avvelenamento.
Fu l'effetto congiunto della malaria e di diverse anormalità nella struttura ossea a provocare la morte precoce del faraone Tutankhamon: è questa la conclusione a cui è giunto l'ultimo studio sulle ragioni della scomparsa del grande faraone, condotto da Zahi Hawass, del Consiglio superiore per le Antichità del Cairo, e collaboratori, e pubblicato sulla rivista JAMA. 
Numerose sono le ipotesi che sono state avanzate nel corso degli anni circa le possibili cause della morte di Tutankhamon a cominciare da diverse malattie - da quelle legate a uno scompenso ormonale con ginecomastia, alla sindrome di Marfan - per finire con quelle che la imputavano a una ferita, a una setticemia o a un'embolia secondaria a una frattura al femore e perfino a un omicidio perpetrato con un colpo alla nuca o con un veleno.
"Tuttavia la maggior parte delle diagnosi sono ipotesi formulate sulla base dell'osservazione e dell'interpretazione di reperti artistici e non sulla base della valutazione dei resti mummificati del re", osserva Hawass.
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Il direttore Ugo Adamo comunica il programma delle escursioni per il 2010:
Milena 21 marzo (splendida giornata :-)
Bubbonia 11 aprile
Mozia-Marsala 30 aprile - 2 maggio
Palikè - Occhiolà 23 maggio
Sabucina 13 giugno
Adrano e Museo 12 settembre
Solunto 10 ottobre
Palermo barocca e liberty 31 ott. - 1 nov.
Agrigento 8 dicembre
C'è un'ipotesi per una visita a Polizzello e alle Grotte della Gulfa.
Inoltre il 12 marzo e il 23 aprile ci saranno due conferenze del prof. Dario Palermo sulla religiosità antica: i siti archeologici di Polizzello e Palikè.
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