Escursione a Palermo - 5 e 6 gennaio 2010 - per i siti di interesse storico dai Fenici ai Normanni attraverso i Romani, Vandali, Bizantini e Arabi. “E i Greci no?” No, i Greci no. I Greci tentarono di conquistare Palermo, ma non riuscirono mai a dominarla.
Si inizia dalla Cuba, palazzo arabeggiante, edificato durante il regno di Ruggero Secondo; il concetto si ripeterà negli altri siti normanni: le maestranze bizantine e arabe rendono splendida l’epoca normanna. Noi lo sapevamo già ma Valeria Piazza, valentissima guida turistica, lo ripeterà all’infinito, così come si fa con gli scolari un po’ duri.
La chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, meglio conosciuta come Martorana, e Santa Caterina d’Alessandria con i marmi mischi, rabischi e tra mischi (non è un gioco di parole) precedono il pranzo all’Antica Focacceria di San Francesco.
Si sta all’aperto e subito polpo bollito, u pani ca’ meusa, panelle, cannoli e altre prelibatezze di gusto popolar-palermitano acquistabili con i pizzini (resi noti da un certo Provenzano) al costo di 2 € cadauno.
VILLA ROMANA - L'ARCHITETTO RANELLUCCI SCRIVE AL SINDACO: ''NON DISTRUGGETE L'OPERA DEL MINISSI''
Il sospetto che la realizzazione del restauro della Villa Romana fosse in alto mare sembra confermato in maniera indiretta da una e-mail giunta questa sera in redazione con la quale l’architetto Sandro Ranellucci, stretto collaboratore per venticinque anni del Prof. Franco Minissi , chiede al Sindaco di Piazza Armerina di prendere in considerazione la possibilità di lasciare intatta la vecchia struttura. Ranellucci, che di recente ha pubblicato un libro sulle coperture protettive di monumenti archeologici, afferma che basterebbe sostituire le superfici in perspex con vetri stratificati e aggiungere una efficiente climatizzazione all’attuale copertura per poter rendere la Villa fruibile ai visitatori e, nel contempo, tutelare l’opera architettonica del Minissi. Il fatto che l’architetto chieda ad oggi di riprendere in considerazione il progetto di copertura e parli di uno “stallo determinato dal pur validissimo Vittorio Sgarbi” fa nascere il sospetto che vi sia qualche aspetto di questa vicenda poco chiaro, conosciuto forse negl’ambienti degli studiosi del settore, ma celato all’opinione pubblica.
“Il ritorno delle dee", il progetto coordinato dalla Soprintendenza di Enna per conto dell'Assessore Regionale alla Cultura Nicola Leanza ha avuto inizio il 13 dicembre, domenica, con l'inaugurazione nel Museo Archeologico di Aidone (En) della mostra dedicata agli acròliti di Dèmetra e Kore, i reperti della fine del VI secolo a.C. trafugati ed esposti per anni negli Stati Uniti e da poco restituiti alla Sicilia cui appartengono. Si tratta del primo di una serie di rientri: nei prossimi sei mesi toccherà agli argenti di Eupolemo e, nel gennaio 2011, alla dea del Getty conosciuta come Venere di Morgantina.
Arcaico e contemporaneo l'allestimento studiato per il ritorno in Sicilia delle Dee, che nella mitologia greca sono madre e figlia: a vestirle è stata la stilista siciliana Marella Ferrera che ha accolto con grande entusiasmo l'input della Soprintendente di Enna Beatrice Basile.