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Fino a pochi anni addietro, nell’immaginario collettivo degli abitanti del territorio di Piazza Armerina, non c’era posto per la preistoria dato che l’archeologia dei luoghi era intrisa di grecità e di romanità a causa dei ritrovamenti della Villa romana del Casale e dell’anonima città sepolta di Montagna di Marzo. Vi era stato qualche timido cenno, negli anni ‘60 e ’80, ad opera di qualche studioso, ma in quel tempo si era pervasi solo dalla febbre dell’archeologia classica. Si doveva attendere la fine del millennio perché si risvegliasse la curiosità e l’interesse per le remote e ancora misteriose ere preistoriche.
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Proposta per un parco archeologico e naturalistico a Montagna di Marzo
(in attuazione della L.R. 3 novembre 2000, n. 20, Tit. II, Art. 20 e segg.)
Montagna di Marzo offre, dall'acropoli in giù ed entro la cinta muraria, l'immagine di una delle più grandi città pre-greche della Sicilia: Erbesso. Il sito, sorto come città sulle vestigia di un antico villaggio indigeno, interagì con tutte le culture successive fino al medioevo ingigantendo le sue pertinenze non solo attraverso le fabbriche artigiane recentemente identificate, ma anche attraverso una serie quasi infinita di insediamenti e necropoli che, nei millenni, più che nei secoli, hanno costruito attorno alla città una imponente costellazione che oggi vive nei silenzi dei monti e delle grandi vallate di quei luoghi stupendi e così poco antropizzati che guardano dall'alto, non solo gli ampi boschi e le rade fattorie, ma soprattutto l'invaso dell'Olivo che segna lo spartiacque tra il territorio di Piazza Armerina e Barrafranca. La sera sulla cima, alle prime ombre, si accendono, come fantasmi di una vita lontana, le luci di tutti i paesi a corona sui colli: Barrafranca sembra proprio che si tocchi con mano e poi a destra Pietraperzia e poi Caltanissetta e dopo Enna sino all'Etna che svetta ampiamente coi suoi crateri innevati.
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Settore Studio del Territorio di Piazza Armerina, dalle origini ai giorni nostri.

Il Dott. Enzo la Vaccara, comunica che il Gruppo di Studio di cui è responsabile, ha programmato di indagare alcune contrade del nostro territorio al fine di individuare manufatti di interesse archeologico/ architettonico/ storico/etno-antropologico-ambientale, con un’attenzione particolare verso le aree dove si ipotizza la presenza di casali o comunque di insediamenti medievali. L’attività di questo settore si articolerà nelle seguenti fasi: indagine di superficie, ricostruzioni grafiche e foto dei manufatti e di eventuali reperti affioranti in superficie, realizzazione di rilievi planimetrici del luogo indagato e/o assemblaggio di mappe storico-geografico-etnoantropologiche, documentazione archivistica, sintesi fonti storico -bibliografico - catastali, relazione finale, divulgazione dello studio.
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