| Alesa Archonidea |
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Halaesa, nel racconto di Diodoro Siculo, venne fondata alla fine del V secolo da Arconide, tiranno di Erbita, da cui il nome di Arconidea. Fu all’inizio popolata principalmente con mercenari campani, che in quella particolare fase storica (guerra tra cartaginesi e città siceliote) venivano ingaggiati dalle parti in lotta e si trovavano dispersi per tutta l’isola. Durante la prima guerra punica operò la scelta vincente di sottomettersi a Roma, da cui, dopo la presa di Siracusa che completò quella della Sicilia, ebbe il riconoscimento di “civitas libera et immunis”, esente quindi dalla decima dei prodotti agricoli, e con il potere di legiferare, eleggere il proprio senato ed i propri magistrati. Ottenne, prima della morte di Augusto, lo status di municipium, comunità che godeva della piena cittadinanza romana.
Le campagne si scavi, iniziate negli anni ’50, hanno consentito di mettere in luce ampi tratti della cinta muraria, che circondava tutta la collina sulla quale sorgeva la città. Le mura, che seguono l’andamento irregolare del terreno, furono realizzate principalmente in due fasi: nel IV secolo e nel I secolo. Le più antiche presentano un doppio paramento di blocchi di arenaria, mentre quelle più recenti sono a blocchetti rettangolari di calcare. Sulle mura, secondo la tecnica costruttiva del tempo, si impostano delle torri a base quadrangolare, alcune connesse agli ingressi della città. Presso le mura vi sono i resti di una strada, accuratamente lastricata ed in buono stato di conservazione.
Nella zona centrale è stata individuata l’agorà, pavimentata in mattoni di cotto rosso. La piazza, cuore propulsivo delle città di tradizione greca, è racchiusa da due ali porticate. Il lato occidentale presenta, a quota leggermente superiore all’area centrale, un ampio portico, prospiciente sulla piazza con un colonnato in pietra. Dietro di esso ed a ridosso del muro di fondo si aprono otto sacelli, ambienti destinati al culto delle divinità, come confermano gli altari e le nicchie presenti. Il portico orientale presenta invece un monumentale muro in opera isodomica, che probabilmente serviva da contenimento del terrapieno realizzato per sistemare l’area della piazza.
Tra il tempio di Apollo e l’agorà sono stati individuati i resti di una costruzione dall’andamento curvilineo, di incerta interpretazione (tracce di un viadotto sul quale doveva impostarsi una delle strade più importanti della città, muro di terrazzamento per sostenere un edificio soprastante etc.). All’interno della città sono stati rinvenuti i resti di una chiesetta, da identificare con Fuori delle mura, a Sud della porta sud-ovest, si trova la necropoli romana, l’unica finora nota. Ad Alesa sono state rinvenute numerose epigrafi, che servono a raccontare in parte la storia e la vita della città. Un documento epigrafico, noto come Tabula Halaesina, rinvenuto nel XVI secolo e successivamente disperso, presentava un resoconto dettagliato dell’importanza del territorio della città. è stato da poco aperto un antiquarium, uno spazio espositivo, ubicato sui resti del Monastero Benedettino, che è il logico e prezioso corollario della visita alla città. è così possibile visionare la statuaria, le epigrafi, i corredi ceramici, etc.
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All’interno si sviluppa l’impianto della città dal tipico sviluppo ortogonale, fatto di cardi e decumani che, incrociandosi, determinano gli isolati rettangolari.
Proseguendo verso nord, nella parte più alta della collina, 