• Gruppo Archeologico L. Villari - Piazza Armerina
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I Viaggi del Gambero PDF Stampa E-mail
Cronaca semiseria di un'escursione alla grotta dell'Uzzo.

Indietro Tutta! Con Salvo Campagna l’escursione a San Vito e la Grotta dell’Uzzo è tutta a marcia indietro.
Pertanto, Viaggi di Parole - consueto diario di bordo con giochi di parole e ovvietà talmente ovvie che quasi fanno ridere - inizia dalla fine: “Molto bello - dice qualcuno - ritornerò presto a San Vito”.
Sì proprio così, a San Vito tutte le settimane con un piccolo gruppo di appassionati del Cous Cous.
E come si chiamerà il gruppo? Il gruppo si chiamerà… TRRRRRRRRRRRR! (si è improvvisamente riavvolta la bobina) ritorniamo alla partenza. Lì un lieve ritardo, non per S. Vito, ma per Bologna: Rita Bologna ha dimenticato il Sinflex che usa per il mal di testa.

“Non è che il Sinflex le faccia molto - dice Mario Evola - ma è meglio che Rita vada a prenderlo altrimenti si lamenta così tanto da farmi venire il mal di testa”.
Si può quindi dire: Rita assume il Sinflex e a Mario passa (non viene) il mal di testa.
Sull’autobus Amerigo ha trovato l’inno per il nostro gruppo archeologico: Grazie dei Fori.
Peccato che l’inno sia stato registrato e utilizzato da “La Morella Gomme”. Ogni volta che vado lì c’è sempre qualcuno che dice alla mia macchina: ”Grazie dei fori, grazie dei fori!”
Per l’albergo e la cena si va a Calampiso (la cala dell’impiccato) in un Villaggio che fu Robinson per i Tedeschi e ora Multiproprietà per gli Italiani.
La parola Calampiso si presta a essere giocata con “cala un pisu”. Ben presto il gioco è fatto:
- Cala un pisu dal pallone aerostatico, dice Felice.
- Cala un pisu a tutta velocità, commenta chi vede arrivare il nostro autobus.
- Dopo la cena in albergo cala un pisu! Ma un pisu!! Ma un pisu!!!
Credo che Sergio Bologna abbia dato la migliore interpretazione: la cena in albergo è un autentico masso.
I nostri succhi gastrici consigliano di ricorrere al Malox: “Da soli non ce la faremo – dicono - perché non solo non era pesce spada, ma forse neanche pesce cane, che xxxxx era non si è capito!”
Ma prendere il Malox per stare benex è un’autentica contraddizionex.
Cercasi disperatamente digestione! Un timido tentativo di animazione si trasforma in rianimazione.
In cerca del mare e della digestione la strada si allunga, con Walter Longobardi prima c’è il Solarium poi l’Acquarium e infine in salita anche il Sudarium.
Gli animatori ballano la salsa, per Marisa sarebbe più indicato il Ballo di San Vito.
L’indomani si va alla Riserva dello Zingaro per la visita della Grotta dell’Uzzo
(grotta del tacchino).
Prima della partenza, nella Hall dell’albergo, apprendiamo la notizia: accanto alla villa Romana del Casale è stata trovata un’altra villetta Romana.
Cinzia Messina commenta: “È certamente una villetta romana a schiera” (Brava Cinzia! A te il premio della critica di Viaggi di Parole).
Per la Grotta dell’Uzzo la strada è lunga: prima l’asfalto e poi lo sterrato senza autobus, soltanto per pochi c’è l’auto navetta di Nicola Anselmo.
Allo Zingaro il paesaggio è stupendo, anche la flora non scherza con tante palme nane - così grandi - da sembrare palme giganti.
Alla grotta il “divieto d’accesso” non scoraggia, assisteremo al film i cento scavalchi: cento modi diversi di scavalcare una staccionata con il rischio di rimanere incastrati.
Ugo, con grande passione, illustra la grotta che fu del mesolitico uno splendido esempio. Osserviamo un bel esemplare di Homo Adamiticus (Ugo) e di Homo Libertinus (Peppino).
Al ritorno la strada è tutta in salita e sono dolori.
Molti si chiedono come mai non sia stato utilizzato l’autobus, la risposta è semplice: non è possibile girare l’autobus. Il nostro autista, Salvo Campagna, ha una marcia in più: la marcia indietro.
Il suo motto è indietro tutta! Quattro chilometri in marcia indietro per Salvo sono una banalità.
Qualcuno propone un viaggio davvero singolare: da Piazza Armerina a Capo Nord a marcia indietro, cose da Guinness dei primati. Come fare per eludere la sorveglianza della polizia?
“Basta un piccolo sforzo di fantasia - dice Salvo- bisogna invertire la parte anteriore con quella posteriore dell’autobus. Magari possiamo mettere dietro (che poi è avanti) uno sterzo finto con una mia foto”.
Salvo Campagna è geniale. A lui va il primo premio di viaggi di parole:
“Questi viaggi - commenta il simpatico autista - potrebbero chiamarsi i Viaggi del Gambero”.
Il pomeriggio a San Vito per il Cous Cous Fest. Con dieci euro un biglietto per un piatto di cous cous, un bicchiere di vino e un dolce.
C’è l’imbarazzo della scelta. Ma tu puoi scegliere un solo tipo di cous cous. Nasce quindi il giro cous cous: ognuno di noi ne prende un tipo diverso e subito con forchetta alla mano è un autentico assalto. Walter longobardi è la forchetta più veloce del West o meglio ancora del Fest.
L’Italia ritorna a vincere il Cous Cous Fest dopo anni con “finocchietti e tonno”, ma se vuoi assaggiarlo la fila è interminabile. A un passo dal traguardo mollo la fila per poi riprendere lo stesso posto di prima, da dietro sento qualcuno che commenta: ”Mi…..ci ripinsau!”.
L’ultimo giorno a Calampiso il tempo è clemente e ci consente uno splendido bagno compreso di Medusa. La maggioranza dei partecipanti alla gita ha scelto il bagno a mare e i miei indovinelli:
Fulvio Crescimanno e Angelo Scroppo in acqua fanno gli acquerelli.
Grazia Rizzo con il costume a fiori è Grazia dei fiori.
Franco forgia tira un pietra, tutti in coro dicono che è un Franco tiratore (veramente bravi!).
Per il pranzo a Castellammare del Golfo ci dividiamo in piccoli gruppi.
Al ristorante “L’Approdo” il pranzo è lo stesso ma non è così il prezzo: alcuni pagano 18 Euro altri invece 30 Euro. Incredibile ma vero, c’è chi non si dà pace e a chi invece va bene così.
Salvo Sinagra, grande esperto di grotte e affini, propone il Grotte e Vinci.
Sull’autobus le mie parole non bastano, se ne aggiungono altre: Felice con gli aforismi sulle mogli è veramente esilarante. Mirella chiede che per “par condicio” vengano raccontati degli aforismi sui mariti. Concetta Oliveri prova a pareggiare la partita con grande coraggio e simpatia, ma con scarso risultato.
“Molto bello – dice qualcuno – ritornerò presto a San Vito” .
Sì proprio così, a San Vito tutte le settimane con un piccolo gruppo di appassionati del Cous Cous.
E come si chiamerà il gruppo?
Il gruppo si chiamerà… il Cous Cous Clan.
Buon viaggio di parole.

Roberto Scollo

 

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