|
Domenica 13 Novembre 2009, nell'ambito del programma di escursioni 2009, il nostro Gruppo Archeologico ha effettuato una visita guidata ai monumenti archeologici di Catania. La visita è stata favorita dal prezioso contributo del Gruppo Archeologico Catanese e in particolare dall'amico e Direttore Alfio Romeo col quale abbiamo condiviso negli anni molti bei momenti in vari siti archeologici dell'Isola.
L'appuntamento è ci ha visti domenica mattina in Piazza Marescalchi a Piazza Armerina per poi partire in autobus alla volta di Catania. All'arrivo siamo stati accolti da Alfio che ci ha fatto dono di una preziosa guida dei monumenti catanesi da lui stesso elaborata e successivamente è cominciata la passeggiata. Sì, perchè di si è trattato davvero di una deliziosa passeggiata, in un clima primaverile, verso il Teatro Romano di Via Vittorio Emanuele dove abbiamo assaporato l'attraversamento degli ambulacri finalmente liberati dalle macerie che ne occludevano la vista e la visita. Abbiamo visitato le civiche abitazioni moderne, recuperate e adibite ad antiquaria, infine l'Odeon. Dopo una breve visita alle Terme della Rotonda, la comitiva si è spostata al Castello Ursino, seducente luogo federiciano e contenitore intelligente di oggetti d'arte, testimonianza della storia e della leggenda della città di Catania. Ma la cosa più affascinante è stata la visita alle Terme Achilliane sotto la piazza Duomo: lì nel sottosuolo abbiamo ammirato un'opera di grande valore architettonico ancor più misteriosa per la difficile comprensione della sua destinazione d'uso. Abbiamo eseguito una piccola clip che a breve pubblicheremo.
Di seguito alcuni cenni della storia antica di Catania, fino all'arrivo degli Arabi, redatti da Alfio Romeo.
La maggior parte degli studiosi sono concordi nel far risalire la fondazione di Catania al 729 a.C. ad opera di una colonia di Greci Calcidesi i quali, guidati da Evarco (che significa «il buon condottiero»), colonizzarono il villaggio, abitato da Siculi, cui mantennero il nome che già aveva: Katàne.
Da piccolo villaggio quale era, Katane divenne ben presto una città e vide, nel corso dei secoli, accrescere la sua importanza con la costruzione di grandi edifici tra cui il Teatro, l'Odèon, la Naumachia, acquedotti e terme ed ebbe cittadini illustri che la resero famosa nel mondo antico. Tra questi ricordiamo Caronda (cui si deve un codice di leggi adottate da molte città), Androne (inventore della danza ritmica), Filistìone (considerato il precursore della medicina preventiva) e Stesicoro, nativo di Imera (ritenuto l'Omero della lirica per aver cantato per primo la leggenda di Enea).
Nel 476 a.C. Katàne subì la prima distruzione ad opera del tiranno siracusano Ierone che ne deportò gli abitanti e le cambiò il nome in quello di Etna (che conservò sino al 461 a.C. quando i Catenesi riconquistarono la loro città ridandole l'antico nome).
Nel 415 a.C., durante la guerra peloponnesiaca tra Sparta ed Atene (431- 404 a.C.), divenne la base delle operazioni navali condotte dagli Ateniesi dopo che Alcibiade aveva convinto i Catanesi, con un discorso pronunciato nel Teatro Greco, a combattere al fianco di Atene contro Siracusa che invece sosteneva Sparta.
Conquistata dai Cartaginesi nel 354 a.C., subì la tirannìa di Mamerco dalla quale venne liberata nel 339 a.C. da Timoleone.
Nel 263 a.C. venne conquistata dai Romani guidati dal console M. Valerio Messalla. La città fu saccheggiata e, tra le cose che i soldati portarono via c'era pure un orologio solare: i Romani non ne avevano mai visto uno sino ad allora e quando, giunti a Roma, lo posero nel Foro, non riuscirono a farlo funzionare. Catania infatti si trova a tre gradi circa ad oriente di Roma per cui le linee tracciate non corrispondevano e anche l'orologio... non funzionava. Chissà, magari avranno pensato di averne preso uno guasto!
La città venne ricostruita ed arricchita di grandi edifici ed il suo nome venne trasformato in quello di Catìna.
Nel 121 a.C. una violenta eruzione dell'Etna la distrusse (a questo evento è legata la leggenda di Anfìnomo ed Anàpia che furono detti Fratelli Pii e che resero celebre Catìna).
Patì molto per i continui saccheggi operati da Verre e per la pre¬senza di Sesto Pompeo, che ne fece una base militare, durante il Secondo Trìunvirato (43 a.C.), per la lotta contro i sostenitori di Cesare, dissanguandola.
Negli anni successivi venne ripopolata e rifiorì divenendo un grande centro culturale e commerciale.
Nel 44 (d.C.) ebbe il suo primo vescovo, di nome Berillo, divenuto poi Santo, inviato da S. Pietro.
L'8 settembre del 238 nacque S. Agata che morì nel 251, durante la persecuzione contro i Cristiani ordinata da Decio, per il martirio inflittole dal proconsole romano Quinziano. In questo periodo Catìna ebbe numerosi martiri della fede tra cui il diacono S. Euplio morto il 12 agosto del 304.
Dal 476 al 535 si susseguirono, così come nel resto della Sicilia, le invasioni barbariche: prima giunsero i Vandali, che avevano già fatto la loro prima apparizione durante la dominazione romana, poi gli Eruli, quindi i Goti e gli Ostrogoti.
A queste dominazioni si sostituì quella bizantina che, iniziata nel 535, ebbe fine nell’827. È di questo periodo, e più precisamente della fine del 700 l'episodio legato al vescovo di Catania Leone (divenuto in seguito Papa Leone II) e alla tragica morte del mago Eliodoro. Comincia la dominazione araba. |