| La visita a Palermo punica: "Viaggio di Parole" |
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Un “Florio” all’occhiello. Nel pomeriggio visita a Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina. La Sala d’Ercole mostra le imprese del mitico eroe, qualcuno immagina le fatiche dei nostri rappresentanti politici al parlamento regionale, costretti a godere di uno dei luoghi più belli dell’isola. Che fortuna! La cena è da Mamma Ciccina in Via Dossuna 15. Gaspare Di Blanda ha scelto il ristorante e l’albergo Mercure in via Mariano Stabile. Quello che per noi è una cena, per Felice è un antipasto iniziato già per strada con un autorevole panino con la milza. Felice infatti continuerà a tavola con il Prof. Rosario Lanzafame e famiglia che si trovano a Palermo per Io, Loro e Lara e soprattutto Verdone. Il rientro all’albergo Mercure - soltanto per alcuni - è guidato tra la movida palermitana dal vulcanico Alberto Mannino, operatore turistico della cooperativa Artemisia (www.artemisianet.it). Attraversiamo strade contornate da cumuli di immondizia, il mio amico Pippo Filippone, gradito ospite a cena, commenta che trattasi di resti punici e quando si avvicina un camion della nettezza urbana con ironia anglo-palermitana dice: ”Niente paura non li toccano”.
Mi viene in mente il colmo per un netturbino: poter realizzare i propri sogni nel cassonetto.
L’albergo, escluso il caldo dovuto in parte a temperature primaverili, è nuovo e confortevole tranne per Walter Longobardi: gli occhi arrossati e pieni di sonno testimoniano una nottata piuttosto rumorosa. Per Valter è un viaggio in “motore”. Il secondo giorno è Epifania. Il programma prevede la visita del palazzo della Zisa, preceduta da un’immaginaria escursione in un quartiere arabo per vedere cosa ci ha fatto trovare la befana nella ”Kalsa”. La Zisa può attendere, Alberto Mannino propone un fuori programma con il Villino Florio, splendido esempio dell’architettura liberty dell’architetto Ernesto Basile. La palazzina, recentemente restaurata, porta i segni dell’incendio che avrebbe voluto trasformarla in uno dei tanti palazzi del sacco di Palermo. Sia all’interno che all’esterno si parla di Targa Florio. Per noi è un autentico “Florio all’occhiello”.
Con il Palazzo della Zisa e il Castello di Mare Dolce il programma ufficiale è esaurito, da adesso si improvvisa per il pranzo all’Aspra. Una rosticceria offre dei rustici e un pasticcio di anellini alla palermitana. É l’occasione per conoscere l’eclettico e simpatico Prof. Lanzafame, ingegnere energico e soprattutto energetico dell’Università di Catania. L’Epifania segna il confine tra il compleanno del giorno prima di Rosario Lanzafame e quello del giorno dopo di Mirella Calcagno; una cassata siciliana, rimediata all’ultimo istante, ricorda l’evento in alcune foto. Alcuni riescono a pranzare al ristorante in tempi contenuti e poi ci ritroviamo sull’autobus, tutti soddisfatti. Chi ha mangiato del buon pesce e i frutti di mare esulta. Chissà se avrà cantato la canzone che si canta in queste occasioni… vitti una cozza, famoso inno al mitile ignoto.
La mia vena ironica demenziale suggerisce la storia di un ragazza che, per la passione di spremere i foruncoli, scriverà un libro dal titolo “La tecnica del coccio pesto”. A proposito, me la sono proprio cercata: Matteo Libertino, dopo uno dei miei “simpatici” giochi di parole, dice che alcune battute sono reato soltanto a pensarle. In effetti non ha tutti i torti, bravo Matteo. A Bagheria concludiamo con Villa Cattolica e il Museo Renato Guttuso - una vera ciliegina sulla torta -, peccato che la tessera dei gruppi archeologici non sia valsa a farci entrare gratis. Qui non ce n’è per nessuno: pagheranno anche gli insegnanti e gli over sessantacinque.
Sull’autobus, Angelo Scroppo commenta le opere di Guttuso con alcuni aneddoti sulle muse ispiratrici la pittura del grande maestro. Battisti, per rimanere in tema, avrebbe intitolato una sua canzone “I giardini di Marzotto”. Gaspare Di Blanda abbandona il campo in anticipo, giusto in tempo, per incassare il meritato applauso. Alberto Castellana, impeccabile protagonista e cassiere, conquista il favore dei gitanti con un piccolo rimborso sulle spese già versate (cose mai viste!). Qualcuno si ricorda anche di me, conduttore dell’escursione in sostituzione di Ugo rimasto a casa per godere dell’affetto della piccola Giulia arrivata l’anno scorso. Ugo, seppur assente, mette a segno l’ennesimo successo organizzativo. Complimenti! Mi piacerebbe ritornare a Palermo, stesse guide e albergo (non so cosa ne pensi Walter), per il Barocco e il Liberty. A presto. Buon viaggio di parole! Roberto Scollo |
















