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L'escursione a Milena PDF Stampa E-mail

21 marzo 2010: una rondine non fa primavera - Relazione semiseria di un'escursione.
La conduzione dell’escursione a Milena è affidata ai Berti (Alberto e Roberto). Ugo è rimasto a casa perche è nipotina-dipendente. A me spetta la veste di alterUgo come ben dice Walter Longobardi, che mette a frutto la lezione sui giochi di parole.

Milena, paese delle Robbe, offre settemila anni di storia con testimonianze significative del periodo neolitico. L’escursione ben pianificata da Ugo prevede la visita dell’antiquarium Arturo Petix e delle tombe a Tholos di periodo Cretese. Qualcuno pensa che sia poco per un’escursione che avrebbe pertanto completato con il Castello di Mussomeli.
Il viaggio in autobus è volutamente più lungo: Salvo Campagna impone la "via Agrigento", Alberto Castellana ci dà le dritte organizzative, Sebi Arena dilaga sul neolitico, io aggiungo qualche notizia sulle Robbe di Milena, tipici nuclei abitativi sparsi nel territorio che danno al paese una caratteristica peculiare.
L’Antiquarium, intitolato all’archeologo Milenese Arturo Petix, vive di buona salute grazie alla infinita passione di Giuseppe Palumbo il cui ruolo si alterna tra chi scopre, custodisce e diffonde i piccoli tesori del territorio Milenese.
Tutto è conservato in vetrine che assolvono bene il loro compito didattico. Al piano interrato c’è persino un laboratorio che anticipa e completa quanto già visto attraverso i vetri. Osserviamo da vicino due statuine, una femminile con la testa di papera e l’altra maschile senza testa, che danno adito a considerazioni - di parte e sesso - troppo ovvie.
Due dei nostri rimangono chiusi nel museo perché dimenticati in bagno. Chissà perché qualcuno fa delle associazioni di idee con Petix.
Il pranzo alla “Lanterna” rispetta ampiamente le aspettative che i fratelli Tona avevano alimentato. Alberto, non fidandosi delle referenze ricevute, aveva effettuato una precedente perlustrazione. Come da accordi telefonici antipasti e primi, ma sarebbero bastati soltanto gli antipasti: ricotta calda, trippa, ceci, polpette di pane alla Milenese. La pasta con fave e mazzareddi fa la differenza, infine molti cannoli da consumare subito e dopo. Prezzo eccellente.
Il pomeriggio si va in contrada Serra del Palco per il villaggio neolitico. Il Signor Palumbo è fiero del Neolitico di Milena che, a suo dire, evidenzia dei caratteri particolari: le capanne hanno elementi circolari tipici del periodo ma anche qualche elemento rettangolare. Per Giuseppe è troppo restrittiva la definizione che si dà al neolitico (“pietra nuova”) , meriterebbe qualcosa di più .
Una frana non impedisce ai più temerari di andare a osservare le splendide tombe a Tholos.
A conclusione ci raggiunge anche il Sindaco di Milena Giuseppe Vitellaro che io e Maria già conosciamo per merito della professione medica. L’entusiasmo è evidente da entrambi le parti, il Signor Palumbo e il Sindaco Vitellaro hanno offerto quello che Milena può offrire a chi è appassionato di archeologia, con grande passione e disponibilità: credetemi, non è poco.
Nel giorno di Primavera (21.03.2010) una rondine non fa primavera, ma un Palumbo certamente sì.
In dono delle tipiche colombine pasquali (palummeddi) che per Palumbo sono quasi un dono dedicato, per Vitellaro un po’ meno.
C’è anche un simpatico personaggio che si occupa di caprette, dice di avere un sito su You Tube e - se non bastasse - di avere scritto i testi dei Tinturia.
Sull’autobus per il ritorno le Robbe di Milena sono diventate Robbe di Kappa e persino Robbe Spierre. Incassiamo il consenso dei gitanti, tutto è andato bene, chi pensava che Milena avrebbe offerto ben poco è rimasto deluso: ancora una volta Ugo ha scelto bene, ma si sa, Ugo è il nostro motore di ricerca archeologico (UGOOGLE).

(Roberto Scollo)

 

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