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Mafalda e le anime purganti
Alla cortese attenzione
del Sig. Sindaco di Marsala.
Piazza Armerina 3 maggio 2010
Egregio Avv. Lorenzo Carini,
ricorderà il nostro occasionale incontro davanti alla Chiesa Madre alla vigilia del 1° Maggio, era l’inizio dell’escursione che il gruppo archeologico di Piazza Armerina si apprestava ad affrontare. È proprio vero, il buon giorno si vede dal mattino (in questo caso sera): il suo cordiale benvenuto a Marsala ha dato il via alla nostra splendida esperienza nella sua città. Appassionati di archeologia abbiamo, soddisfatto la voglia di conoscenza che il suo territorio stimola con le eccezionali testimonianze dell’ epoca fenicia e romana di Lilibeo e Mozia. Il merito di ciò è da attribuire alla Presidente della Pro Loco Bice Marino…
Alla Partenza Felice dimentica il telefonino e il panino con la mortadella, piange l’assenza di Mafalda ed esprime il dolore per la lontananza con melanconici versi. La metrica è sciolta (sì proprio sciolta) le parole vanno dritte dritte al cuore. Il sottofondo musicale fuoriesce da una scatola cinese. Il poeta, con sottile ironia, esprime il dolore per la lontananza dalla sua amata Mirella (in gita in Grecia) e con grande astuzia la confonde con Mafalda che – poi - è il panino con la mortadella. A Mirella è andata proprio bene: immaginate se Felice avesse utilizzato come metafora la trippa, i ceci, i funghi sott’olio e soprattutto la gelatina di maiale.
L’albergo Stella d’Italia si trova in zona centrale accanto alla Chiesa Madre. Incontriamo per caso il Sindaco di Marsala che è lì per predisporre l’incontro con il presidente Napolitano in occasione dell’anniversario Garibaldino. L’Avv. Carini parla della sua città e della raccolta rifiuti che avviene con il metodo “ porta a porta” (ci va Bruno Vespa), motiva con grande orgoglio la bontà della sua scelta, un vigile urbano con evidenti gesti della braccia manifesta il proprio dissenso.
Il Sindaco dice di appartenere al P.D. con gran soddisfazione della maggioranza di noi e soltanto dopo una breve pausa aggiunge la L che accontenta pochi, qualcuno lo considera un abile trucco per svelare l’orientamento politico dei partecipanti all’escursione.
La cena offre del gustoso polpo con purè di patate. ”Polpo grosso” dice Amerigo e ”Polp Position ", aggiunge qualcun altro. Si respira aria di Unità d’Italia. Dimentichiamo Bossi che qui non rappresenta una minaccia. Si fa brindisi con Mille di questi giorni.
La Presidente della Pro Loco si fa attendere, ogni minuto dopo le 9.30 aumenta la mia ansia: dopo una settimana di telefonate serali per concordare i siti da visitare - custodi permettendo - ne ho buoni motivi. Pericolo scampato, arriva Bice Marino che ci farà da guida a Marsala e Mozia. Iniziamo con il percorso Garibaldino da Porta Garibaldi fino a Porta Nuova e poi in autobus fino a Baglio Anselmi per visitare la Nave Punica, la Venere Callipige (dai bei glutei) e la Statua di Iside. Bice Marino guida il gruppo con grande passione e competenza, con umiltà accetta e incoraggia gli interventi di Gaetano Libertino che sui Fenici è molto preparato. Possiamo pertanto dire che il nostro viaggio iniziato in “Bice “ diventa uno splendido viaggio in tandem.
L’escursione di Alberto, così come la mia, inizia prima della partenza. A lui la ricerca dell’albergo e dei ristoranti. Alberto non sbaglia un colpo, ineccepibile il suo lavoro, complice Barbara che vive a Marsala. Il buon Castellana si propone, anche, intrattenitore sull’autobus con uno scambio di informazioni tra Carabinieri con le quali, sisma (Giovanni Sisma), scala Mercalli (una scala come tante altre) e gradi (graduati) si confondono creando un terremoto di esilaranti equivoci. Cose da barzellette! Alberto sarà costretto – addirittura – a concedere il bis. A proposito, non posso resistere dal raccontare la mia barzelletta preferita sui carabinieri:
Maresciallo: “Mio figlio è bravissimo, si è diplomato, gli ho regalato una bella motocicletta”
Brigadiere: “Mio figlio è bravissimo, si è laureato in economia, gli ho regalato una Ferrari”
Appuntato: “Mio figlio è un grandissimo pezzo di scecco, non sa parlare neanche in Italiano”
Maresciallo: “ Scusa, perché allora non gli regali un vocabolario?”
Appuntato: “Vocabolario?! A pedi a camminari!!!
A pranzo, mezza porzione di Cus Cus per noi del Cus Cus Clan. Felice, alla ricerca di una foto originale, allinea sulla tavola le bottiglie di acqua alternando una bottiglia di frizzante con una di naturale. Felice non sa che Mosè non lo avrebbe fatto, infatti Mosè divide le acque e dice:”Quelle frizzanti a destra, quelle naturali a sinistra. Il mio simpatico fratellone è scatenato: conduce un abile quadriglia con i bicchieri di vino.
Matteo Libertino conquista sul campo il ruolo di cassiere del gruppo. Sergio Bologna apostrofa Matteo cosi: ” Ma che tesoriere di ragazzo!”.
La serata è a Trapani, Alberto deve dimostrare ad Amerigo che non è vero che Trapani è brutta. La città, dopo la regata della Vuitton Cup, è stata completamente ristruttura offrendo inoltre degli splendidi panorami. Il caso vuole che sia aperta la farmacia del figlioccio di Felice. Lo stesso caso colloca accanto alla farmacia la chiesa del Purgatorio dove sono custoditi i 20 misteri che vengono portati in processione durante il Venerdì Santo. Dimenticavo, la chiesa è chiusa. Non è per caso che Francesco Crapanzano riesca a farla aprire soltanto per noi. I misteri sono rappresentati da splendide statue realizzate con legno di cipresso. La leggenda narra che la chiesa del Purgatorio si chiama così perché i fedeli, prima di entrare, si recavano in farmacia per un lassativo: erano infatti le famose anime purganti.
“La pizza più buona della Sicilia si mangia da Calvino”. Noi andiamo alla pizzeria Iolanda: Calvino è chiuso. La pizza è buona, il caldo insopportabile. Qualcuno gusta la pizza “Iolanda” e pensa alla Litizzetto. Stop!
La mattina seguente è dedicata a Mozia, Bice Marino e Gaetano si ripetono. Mozia, grazie a Whitaker, è bellissima. Il “Giovinetto di Mozia” è una splendida statua greca le cui fattezze lasciano qualche dubbio sul sesso, ma per le donne” masculo è!”.
Pranzo con frutta e il dolce (le solite paste di mandorla) per ringraziare la nostra bravissima guida. Bice Marino è commossa per le mie parole. Credo che le paste di mandorla e le parole siano poco per chi come Bice ha offerto la sua compagnia per promuovere il turismo Lilibetano.
Il rientro a Piazza - via Agrigento - dura cinque ore. Su tutto prevale il ricordo di Mafalda prematuramente scomparsa per la dipartita del cubo musicale che ha offerto il sottofondo assieme alle parole di Walter Longobardi (il nostro simpatico amico ha chiacchierato ininterrottamente al punto di meritare l’appellativo di Walter Longo-parli).
Durante la sosta a Sciacca, Liborio Messina fa colpo con una turista norvegese, se lui avesse voluto sposarla ci sarebbero stati perfino i testimoni (altre due norvegesi) e il prete di Tromso che avrebbe dato anche l’esempio: ha avuto tre mogli e sette figli. Quello che dico è da prendere con il beneficio dell’inventario visto che i dialoghi sono avvenuti in inglese. La Norvegia mi ricorda Fior di Viaggio tra i fiordi norvegesi, autentico viaggio a luci rosse: Tromso e le Isole Lo Foten, dopo una settimana di Tromso e lo Foten, Tromso e Lo Fotenen…la vostra compagna vi dirà Sto’ colma?
Rientriamo senza sosta di barzellette e aneddoti, Salvo Campagna (autista) si mette in evidenza con i suoi aneddoti-barzellette, lo invito a guardare la strada.
In prima fila le signore Maria e Liliana manifestano la loro maturità con timidi segni di approvazione e imbarazzo.
Giusi Villareale si aggiudica il premio di viaggi di parole: “Come si chiamava il cavallo di Garibaldi?”…”Si chiamava Porta Garibaldi”
La storia di Marsala e Mozia è strettamente correlata. Mozia fu fondata dai Fenici nell’ottavo secolo A.C. Alla sua distruzione, da parte di Dionisio I Tiranno di Siracusa, i superstiti fenici costruirono Lilibeo (oggi Marsala) sulla costa occidentale siciliana… ma questa è un’altra storia ve la racconto un’altra volta.
Buon viaggio di parole
Roberto Scollo |