Cozzo Rametta PDF Stampa E-mail
Cozzo Rametta è ubicato a nord-ovest del centro urbano di Piazza Armerina, in contrada Vallegrande, una vallata prospiciente il torrente Olivo che forma l’omonimo invaso artificiale. Dall’alto dei suoi 837 m. sono visibili a sud-ovest il Monte Manganello e la contrada Rabottano, la contrada Critti con il Monte Polino; a ovest è la Montagna di Marzo, a nord-ovest Monte Ramursura e le contrade Serra d’Api e Balatella.
I terreni affioranti sono di origine esclusivamente sedimentaria e sono costituiti da depositi sabbiosi, con intercalazioni arenacee e limose, ascrivibili, al Pliocene superiore (Astiano). All'affioramento i depositi astiani sono dati da sabbie ben classate e con una microstratificazione millimetrica resa evidente da una leggera cementazione. Intercalati nelle sabbie si trovano livelli cementati, rappresentati in ordine di frequenza da calcareniti e meno comunemente da quarzareniti, di spessore variabile da pochi centimetri fino al metro.

Amministrativamente Cozzo Rametta è territorio del Comune di Piazza Armerina (En). Cartograficamente, l’area indagata si estende in una zona compresa tra le Tavolette “FRIDDANI” del Foglio 268 II NO, "VALGUARNERA CAROPEPE" del Foglio 268 II NE , “MONTE NAVONE” del Foglio II SO, "PIAZZA ARMERINA" del Foglio 268 II SE, della Carta d'Italia, cioè tra 37 gradi 23’57" e 37 gradi 25'25" latitudine Nord e tra 1 grado 52'00" e 1 grado 53'10" longitudine Est rispetto al meridiano di Roma-M. Mario.
Il monte, che dai lati est ed ovest è naturalmente difeso da pendii molto acclivi, degrada in maniera più dolce verso sud, dove è stata creata una barriera tagliafuoco di ca. 10 m. di larghezza che giunge fino a m.669 incontrando la strada provinciale che costituisce l’accesso al colle stesso. Da Piazza Armerina si giunge nel sito attraverso la strada che porta al convento francescano di S. Maria di Gesù in Contrada Ramaldo proseguendo in salita verso la contrada Candiglia. Indi la strada scende a stretti tornanti nella valletta del fiume di Giozzo per poi risalire fino a un rettilineo in lieve salita. Alla fine del rettilineo a destra vi è l’accesso al colle in terra battuta.
Il monte è rimboschito nelle sue pendici sud-est ed sud-ovest con pini d’Aleppo ed eucalipti fin quasi sulla cima che, invece, si presenta brulla insieme alla sue ripide scarpate di levante e di ponente.

Nessuna notizia si conosceva circa possibili insediamenti antichi sul monte Rametta ad eccezione di un riferimento nel 1989 di I. Nigrelli1, peraltro privo di notizie specifiche, il quale lamentava la scarsità di scavi sugli insediamenti preistorici degli Erei meridionali. Alcune osservazioni di superficie erano state effettuate dal nostro gruppo alcuni anni addietro nelle adiacenze settentrionali dove erano stati notati molti frammenti di tegole e di ceramica medievale di cui verrà riferito in altra relazione.
Dopo aver concluso nel 1998 uno studio di superficie sul sito di Monte Manganello e Cozzo Comune il Gruppo Archeologico “Ibla Erea” di Piazza Armerina ha incominciato ad occuparsi delle colline adiacenti per cercare di fornire un contributo basale originale alla conoscenza della distribuzione delle popolazioni indigene preistoriche nel centro della Sicilia che, in effetti, è stata poco o affatto studiata. L’altura di Rametta sembrava adatta all’osservazione per una sorta di contiguità con il gruppo montuoso di Manganello rappresentando con esso uno spartiacque tra il bacino del fiume Salso e quello del fiume Gela.
Le prime osservazioni sono state effettuate nella primavera del 1999 nel pendio meridionale a ridosso di un gradone arenaceo che lo attraversa da est a ovest e che rappresenta una sorta di riparo. L’azione erosiva degli elementi sul suolo sabbioso, specialmente dove esso è privo di vegetazione, ha permesso di veder affiorare numerosi frammenti di selce, ossidiana e quarzarenite di varia qualità e colore e discrete quantità di ceramica sia acroma che dipinta. Si è notato come, a differenza di Manganello, il rapporto tra ceramica e selce sia qui a favore di quest’ultima; non solo, ma la ceramica risulta ancor più antica di quella di Manganello, tanto che il sito di Rametta si ipotizza essere di datazione anteriore rispetto a quello, pur permanendo il problema delle datazioni assolute che dovrebbe essere affrontato nelle sedi scientifiche pertinenti con i metodi stratigrafici, radioisotopici e di termoluminescenza.


 

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