Monte Manganello e Cozzo Comune PDF Stampa E-mail
L’insediamento preistorico di Monte Manganello

Il Monte Manganello fa parte di una corona di alte colline ubicate nella zona nord-occidentale rispetto al centro urbano di Piazza Armerina, rivolte verso la grande vallata del torrente Olivo e delle Contrade di Ballatella, Montagna di Marzo, Vallegrande, Critti, Rabottano.
Amministrativamente fa parte del Comune di Piazza Armerina (En).
Il monte si erge fino a 851 m. proprio nella contrada Rabottano sopra il Vallone Cannella e il suo versante S.O. scende fino a m.669 creando una sella che risale verso un’altura contigua di m.712 chiamata Cozzo Comune. Cartograficamente è reperibile nella tavola I.G.M. n°268, quadrante II, orientamento S.O. Monte Navone.
Vi si giunge attraverso la strada che da Piazza Armerina porta al Convento di S. Maria di Gesù in Contrada Ramaldo proseguendo in salita verso Piano Cannata-Candiglia. Indi la strada scende con stretti tornanti nella valletta del fiume di Giozzo per poi risalire verso Rabottano con un rettilineo in lieve salita. Si lascia la strada asfaltata a sinistra della curva che scende verso valle e s’imbocca la mulattiera in salita che porta alle pendici e al monte Manganello, alla cui sommità vi è una torretta d’avvistamento della Azienda Forestale (fig.2).
La zona è rimboschita maggiormente con Pino d’Aleppo ed Eucaliptus. Tutta la macchia mediterranea è rappresentata sia nelle radure che nel rigoglioso sottobosco.

Relazione preliminare

Attualmente non esiste una indagine sistematica dell’area e neppure a campionamento. Si conosce solo una notizia secondo cui Adamesteanu nel 1962 avrebbe individuato alcuni resti di fortificazione ad aggere.
Durante una delle frequenti escursioni di ricognizione territoriale del Gruppo Archeologico “Ibla Erea” di Piazza Armerina, proprio nella sella che il Monte Manganello forma con il vicino Cozzo Comune (ivi è la confluenza di quattro mulattiere), è stata notata la presenza di una barriera tagliafuoco (ca. 10 m. di larghezza) che scende nel Vallone Cannella verso nord-est. La creazione (da parte dell’azienda forestale), mediante ruspe, di tale barriera disboscata, insieme all’azione dilavante delle piogge ha messo in evidenza in più punti la presenza di notevole quantità di frammenti fittili antichi che hanno attirato l’attenzione del gruppo di ricognizione. L’osservazione è stata effettuata, anche negli adiacenti boschetti terrazzati di pini rivolti verso la vallata nord, lungo la stradetta che va a sud-est e che sale verso Monte Manganello, sul costone di rocce di Cozzo Comune, sulle fiancate dei terrapieni ai margini delle stradelle che circondano Cozzo Comune, lungo i lavinai, ecc.

Sono stati osservati e recuperati molti reperti tra cui:

  • dieci frammenti di selce (scarti di lavorazione e raschiatoi) non ben rifiniti;
  • alcuni manici di anfora di grosse dimensioni di ceramica acroma ;
  • un grosso e massiccio manico acromo e un altro con segni di pittura rossastra;
  • manici di fine ceramica dipinta rossastra ;
  • frammenti di olla dipinta rossa e spatolata e altri con motivi geometrici a losanga o a strisce nere su fondo rossastro (decorazioni fatte con la vernice durante la levigatura del vaso) ; alcuni frammenti di orli assottigliati;
  • un ciottolo duro (marino) levigato, con segni di consumo e utilizzato come percussore ;
  • un frammento a cuneo granitico levigato su due facce ;
  • una piccola ascia di basalto intera, una piccolissima e sottile ascia di basalto finemente lavorata, due asce spezzate e due frammenti dello stesso tipo;
  • una pietra da macina ;
  • la parte inferiore di “fruttiera” verniciata rossastra con iniziali segni di continuità per i manici;
  • alcuni frammenti di pisè d’argilla bruciata nel cui contesto si repertano segni di materiale vegetale con cui veniva impastata (fuscelli di paglia, fili d’erba, foglie, semi, etc).


 

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