| Philosophiana |
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Pagina 2 di 4 Il luogo che evidenzia i resti architettonici più significativi e che ha restituito il materiale più importante è quello identificato come Statio Philosophiana. Cosa rimane e come viene interpretato dagli archeologi? Un primo gruppo abbastanza compatto di costruzioni, nel quale viene individuato un impianto termale completo di IV secolo, si trova attaccato alla strada provinciale che da Piazza Armerina porta a Mazzarino. Dell’impianto restano completamente leggibili la grande sala d’ingresso, i corridoi di passaggio, l’apoditherium, due piccole vasche per pediluvio, il laconico, il frigidario, il calidario, il tepidario e la piscina frigidario. In alcuni muri sono visibili resti di pittura ed in uno dei due pediluvi anche quelli della rivestitura in marmo. Giustapposti e sovrapposti all’impianto termale sono i resti di ambienti di epoca precedente (una bella vasca intonacata da riferire ad un impianto termale di prima età imperiale) e successiva dalla tarda antichità fino al periodo medievale. Sono ben chiari degli ambienti dedicati probabilmente a depositi di merce ed i resti di una grande fornace, costruita sopra il vano del vecchio calidarium. Poco a monte si conservano i resti di una conduttura e di una vasca di raccolta dell’acqua, che scendeva dalla sorgente di Monte Alzacuda e serviva proprio l’impianto termale. I resti di una strada ben conservata, lungo la quale si articolano da un lato e dall’altro ambienti di varia grandezza identificati come botteghe e un’osteria, portano ad un secondo corpo di fabbricati, costituito da una casa signorile, datata al primo periodo della vita della città. Una fontana al centro del vasto portico, tre piccoli vani con il pavimento in cocciopesto - di cui uno conserva ancora una greca e degli intarsi in pietra bianca -, un ingresso a tre fornici sono i resti di un ambiente che dev’essere ancora completamente indagato. L’ingresso della domus si collega sul versante nord ad un altro tratto di strada in conci di arenaria, dello stesso tipo di quella che dall’interno porta all’abitazione. Sull’estremo versante settentrionale corre un lungo e spesso muro, cui si appoggiano diversi vani su più livelli. Più che come una fortificazione, esso viene interpretato come il resto di un muro pomeriale, che differenziava la città dalla campagna. Dalla statio sono pervenuti reperti di diversa epoca e di vario interesse. Oltre che di età castellucciana, greca e romana, è stata rinvenuta ceramica di periodo bizantino, arabo, normanno e svevo. I resti si riferiscono a lucerne, incensieri, boccali, anfore, piatti, etc. Sono stati, inoltre, rinvenuti anelli e pendenti in argento e bronzo, fibbie in bronzo, aghi in osso. Particolarmente importanti sono gli oggetti in vetro, prodotti in una delle fornaci di Philosophiana. In una stanza adiacente alla zona termale fu rinvenuto un tesoretto di circa 300 monete in bronzo coniate tra l’età di Adriano (117 – 148) e quella di Costanzo (337 – 361). Sono monete abbastanza usurate, pesano quasi sempre più di un grammo e sono di diametro di circa un centimetro. Le monete sono in bronzo, di vario tipo e di diverse epoche e di solito non di grande valore. Un gruppo di quelle meglio conservate è esposto in una vetrina del museo di Gela, dove si trova tutto il materiale rinvenuto dagli archeologi. |




