Rambaldo PDF Stampa E-mail

A nord-ovest dell’abitato di Piazza Armerina, nei pressi dell’antico Convento di S. Maria di Gesù dei Francescani Riformati, è stato, da parecchi decenni, osservato un notevole affioramento di ceramica tardo romana e medievale riferibile ad un insediamento anonimo che qualche autore (L. Villari 1987) pensò di poter ricondurre al preesistente sito di Piazza prima della sua distruzione nel 1161 ad opera di Guglielmo I detto il Malo a seguito della ribellione dei Lombardi dei Monti Erei capitanati da Ruggero Sclavo. Dopo la scoperta della Platia primigenia nello stesso sito della Villa romana del Casale, tale ipotesi è destinata ad essere scartata, tuttavia non sembra esserci dubbio che Rambaldo sia uno dei numerosi borghi o casali che costituivano la Universitas di Piazza.

 

Tale ipotesi trova difficoltà ad essere provata, specialmente dopo i recenti scavi in Contrada Casale che proverebbero che l’antica Platia si trovasse proprio in quel plano situm e non sul Piano Marino come finora si è supposto. Del resto sul Piano Marino, la cui cima sovrasta la vallata del Casale, non vi è traccia alcuna di insediamento urbano, ma soltanto i resti ruinati di una torre medievale e di un piccolo cenobio basiliano la cui chiesetta (che conserva una riproduzione ottocentesca della icona della patrona S. Maria delle Vittorie) evidenzia il residuo di un’abside bizantina.
Il sito di Rambaldo-Piano Cannata, per la presenza di grandissima quantità di tegole e di cocci disseminati lungo una vasta area che comprende tutto l’attuale cimitero di S. Maria di Gesù e le campagne terrazzate adiacenti sia alla sua sinistra che alla sua destra fino alla sommità del colle (Piano Cannata) tastimonia comunque la presenza di un notevole insediamento abitativo verosimilmente di nome Rambaldo.
La fotografia aerea (n. 09636 SMA- Ministero Difesa Aeronautica. Conc. n. 158 del 17 luglio 1963, Missione 31 Aeroporto di Palermo) della zona (Villari L. 1987) sembra manifestare la presenza di tracce nel sottosuolo di un castrum a pianta quadrangolare.
Il sito non è stato ancora oggetto di indagine archeologica, ma solo di osservazioni sporadiche di superficie. Sono abbondantemente presenti vari tipi di ceramica vascolare acroma chiara o rossastra e pure invetriata spesso con decori.
 

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