Villa Romana del Casale PDF Stampa E-mail
Il percorso ufficiale e pubblico si svolge ad oriente e a meridione del peristilio. Il lato est si apre sull’ambulacro cosiddetto “della grande caccia” le cui estremità sono absidate e al cui lato est comunica con la basilica quasi fosse il suo nartece. La decorazione musiva dei circa 200 piedi di lunghezza dell’ambulacro è interamente dedicata alla caccia grossa con fiere e animali esotici e col loro imbarco e trasporto a Roma per l’impiego nei giochi circensi. Le scene si susseguono su più registri e convergono dalle absidi verso il centro in vicinanza dell’ingresso della basilica. Particolare interesse ha suscitato la presenza di un personaggio austero, che si appoggia su un bastone, con abiti tipici dell’età tetrarchica e berretto pannonico-illirico, in cui il L’Orange ha riconosciuto i tratti di Massimiano Erculeo. Secondo il Gentili, in questo tappeto musivo, il trionfo dell’astrazione coloristica accoppiato all’irrigidimento e alla frontalità delle figure umane tipiche della plastica tetrarchica, sembra schiuderci le soglie del bizantinismo.

Dal grande ambulacro si accede, su un piano rilevato, alla basilica, grande e maestoso edificio lungo 100 piedi con un’abside circolare nel fondo in direzione est. Le pareti sono rivestite di marmo e il pavimento non è mosaicato, ma ornato in policromo opus sectile proprio a rappresentare la solennità della funzione di rappresentanza e rimarcarne quella aulica.

A nord e a sud della basilica sono sistemati gli appartamenti privati. A nord vi è un gruppo di ambienti di cui il primo si apre direttamente sul corridoio della grande caccia: in questo il pavimento è decorato con la scena omerica di Ulisse che inganna Polifemo. Nel cubicolo attiguo è rappresentata una scena erotica e nella sua alcova resti di affreschi con scene dionisiache. Un altro ambiente con abside si apre sul lato orientale. A sud della basilica si trova un grande complesso che si affaccia pur’esso all’ambulacro mediante un portico semicircolare colonnato e nel cui pavimento è rappresentata una scena di amorini pescatori. Il portico immette in un grande ambiente rettangolare absidato nel cui pavimento è raffigurato riccamente il mito di Arione. Il poeta è raffigurato al centro della sala, cavalcante un delfino, mentre incanta con la sua cetra gli astanti tra divinità marine, pesci ed eroti. Ai lati della “diaeta” di Arione sono due vani in cui sono rispettivamente raffigurati la lotta di Eros e Pan e una venatio tra bambini e animali domestici. Ancora a sud un ambiente presenta nel suo pavimento una gara di circo effettuata da bambini e animali domestici e, in un’altra sala, gare musicali e canore di bambini.

Dagli appartamenti a sud della basilica si scende, attraverso una scaletta, verso un altro gruppo di tre ambienti di servizio. Il primo presenta pavimenti musivi a disegno geometrico, mentre il secondo merita maggiore attenzione perché è famoso per la raffigurazione delle cosiddette ”ragazze in bikini”. Su due registri sono raffigurate fanciulle in succinto costume formato da brevi mutandine (i subligaria) e da fasce strette al petto che si esibiscono in evoluzioni ginniche o riceventi il premio per la gara. A est di questa sala, aperto sul peristilio, si trova un grande ambiente nella cui abside è posto un busto apollineo in marmo bianco e il cui pavimento è decorato con la raffigurazione del mito di Orfeo che incanta gli animali con la sua ammaliante musica. La presenza dell’abside, di due colonne in antis e del particolare tipo di scena musiva fa pensare all’uso come sala da musica o di lettura.



 

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