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La rocca sicana di S. Angelo Muxaro.
 Il sito che si raggiunge, dopo 26 chilometri da Agrigento, per la strada di Raffadali, fa parte di una serie dei ispide colline rocciose che dominano la media valle del Platani. La rocca si erge maestosa in un contesto paesaggistico di rara suggestione alla cui bellezza panoramica concorre l'altra collina gessosa di Pizzo dell'aquila del Monte del Castello. La sagoma del massiccio rende conto visivamente della sua attitudine ad essere un importante ed inespugnabile centro urbanizzato e della sua egemone posizione. Viene identificato con la rocca sicana di Kamikos, la mitica città costruita dall'altrettanto mitico architetto Dedalo per conto del re sicano Kokalos. E' Diodoro Siculo che ci racconta come Dedalo, fuggendo da Creta inseguito da Minosse, approda in Sicilia ed edifica la munitissima e inaccessibile fortezza. Minosse, dominatore incontrastato dei mari, perse la vita - incredibile dictu - nell'acqua bollente di una vasca da bagno probabilmente per un tranello dello stesso re Kokalos. Le sue spoglie furono riposte in un sepolcro sontuoso come si conveniva ad un grande condottiero, mentre i compagni cretesi, dopo quello che era stato considerato un mero incidente, rimasti senza capo, si insediarono a Minoa sulla costa, città achea (Minosse) che continuò a mantenere rapporti con l'elemento sicano (Dedalo).
Non si ha certezza se sulla sommità della rocca vi fosse il borgo protostorico primigenio, ma sono note le necropoli di grotte artificiali lungo le sue pendici meridionale e orientale. La più importante è la cosiddetta tomba del Principe a tholos formata da una grande camera circolare di m.8,80 di diametro con volta a cupola che si continua con un'altra più piccola che funge da camera sepolcrale. Da queste tombe provengono corredi vascolari databili all'VII sec. a.C., due anelli-sigillo aurei (Museo di Siracusa) e una serie di coppe auree, una delle quali presenta un pregevole fregio di tori (British Museum).
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