| Efeso (Turchia) |
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A circa 74 chilometri da Izmir (Smirne), tra i più bei luoghi dell’Asia Minore, è situata l’antica Efeso, città consacrata ad Artemide, per la cui venerazione venne eretto un grandioso tempio, una delle sette meraviglie del mondo antico. Non si conosce il fondatore della città, ma un’iscrizione del II millennio a.C. trovata nei pressi del tempio della Gran Madre Cibele, testimonia la sua antichità. Una leggenda vuole che sia stata fondata dalle Amazzoni, favoloso popolo di donne guerriere che avevano sede e regno nella Cappadocia. Efeso nel XI sec. a.C. fu conquistata dagli Ioni e abbellita di templi dedicati ad Atena e ad Apollo. Proprio con l’arrivo degli Ioni il nome di Cibele fu tramutato nel nome greco di Artemide. (Andrea Arena) |




Dell’acropoli di Efeso, evidentemente espoliata, nulla è stato ritrovato. La città fino al VI secolo seguì una politica semioligarchica con il re Androclo, figlio di Codro, re di Atene. Nella seconda metà dello stesso secolo Efeso passò ad un governo dittatoriale. Nel V sec. a.C. visse ad Efeso il filosofo Eraclito. Efeso partecipò alle guerra del Peloponneso e passò prima sotto il dominio di Atene e poi di Sparta. Fu Alessandro Magno, devotissimo di Artemide, a liberarla dal giogo spartano dopo il 334 a.C. La città cadde sotto dominio dell’Egitto e poi della Siria, ma nel 190 a.C. passò sotto il dominio dei Romani i quali la governarono a lungo. Sotto Augusto visse un periodo di pace e di prosperità, ma nel III sec. d.C. cominciò il suo inesorabile declino. I Goti la saccheggiarono senza pietà. A Efeso, nel 431 d.C. vi ebbe luogo il concilio omonimo, voluto da Teodosio, che proclamò il dogma di Maria Madre di Dio.