Eleusi (Grecia) PDF Stampa E-mail

A Eleusi è un santuario dove nell'antichità annualmente venivano celebrati i Misteri Eleusini e dove avevano accesso sia gli uomini che le donne. Migliaia di persone facevano un lungo pellegrinaggio che partiva dall'acropoli di Atene e giungeva fino ad Eleusi. Le cerimonie si ispiravano al mito di Dèmetra, madre di Persefone (o Kore) che era stata rapita da Ades, dio degli Inferi. Gli iniziati avevano la consegna assoluta del silenzio sulla segretezza dei riti e dunque, poiché i misteri erano conosciuti solo parzialmente dagli iniziati, si hanno poche notizie sul loro contenuto, ma molte affascinanti congetture. Si pensa che la rivelazione consistesse nella visione della cosiddetta notte santa, cioè di un fuoco che simboleggiava la resurrezione dell'anima. Il santuario venne chiuso definitivamente nel 392 d.C.


 

Dopo aver attraversato l’ultimo tratto della Via Sacra che dall’agorà di Atene conduce ad Eleusi, in direzione sud si apre la Grande Spianata dove si raccoglievano i pellegrini reduci dal lungo viaggio e che si preparavano agli imminenti riti d’iniziazione. La spianata è un’opera d’epoca romana di mt. 65 x 40 costruita in lastre rettangolari marmoree. Tre erano le strade possibili per accedere al santuario: una la suddetta Via Sacra, l’altra strada in salita giungeva dal porto di Eleusi verso l’arco di trionfo e infine la strada di Megara che portava all’altro arco di trionfo occidentale. Nella spianata sono visibili i resti del tempio di Artemide Propilaia. Alla fine della spianata si attraversano i Grandi Propilei costruiti in marmo pentelico nel II sec. d.C. dall’imperatore Antonino Pio sul modello dei propilei dell’acropoli di Atene e che costituiscono il principale ingresso al santuario. Alla sinistra dei Propilei ci soffermiamo al pozzo di Kallichoron dove si pensa che Dèmetra piangesse la figlia Kore. Il pozzo, in pietra grigia di Eleusi, si trova a mt.1,35 sotto il pavimento della spianata e il suo orifizio è formato da due cerchi concentrici su impianto poligonale e protetto da muro. Si è già in prossimità del Ploutoneion, santuario dedicato ad Ade e costituito da una grotta da cui si pensa sia scaturita Kore proveniente dagl’Inferi e risalita sulla terra. Vi si accede dopo aver attraversato i Piccoli Propilei. Abbiamo notato, inserito negli anfratti della caverna, qualche ramoscello d’olivo fresco e questo rende conto delle dicerie eleusine di oggi che vi sarebbero ancora adepti degli antichi riti demetriaci. Oltrepassato il Plutoneion, si va verso il Telesterion, non prima di aver osservato sulla destra i resti del tempio dedicato a Kore intagliato sulla roccia. Di fronte all’altro lato della strada vi è la cosiddetta Roccia triste, uno sperone di roccia dove, secondo la leggenda, Dèmetra si sedette un momento per riposarsi dopo l’arrivo a Eleusi. Il grandioso Telesterion , progettato da Ictino, venne costruito nel V sec. a.C. allo scopo di ospitare migliaia di pellegrini e per proteggere l’Anaktoron al suo interno e che costituiva la parte più sacra del santuario stesso. Il Telesterion possedeva su ciascuno dei quatto lati otto ordini di gradoni, intagliati nella roccia o costruiti con lastroni squadrati, ove i pellegrini prendevano posto per seguire i Misteri. Tuttora sul lato occidentale i gradoni sono discretamente conservati. I pellegrini giuravano segretezza sui riti a cui partecipavano e di cui si hanno parziali conoscenze. A Eleusi la sacerdotessa, come già detto, rivelava ai fedeli la visione della Notte Santa, cioè di un fuoco che simboleggiava la resurrezione dopo la morte. L’entrata nell’Anaktoron era assolutamente proibita: solo lo ierofante era autorizzato a farlo per celebrare i riti misterici e rivelare il mistero agli iniziati.

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