Novità dal quotidiano La Repubblica — 24 luglio 2008 sezione: PALERMO.
Riaffiora dal mare di Gela la restante parte della nave greca di 2.500 anni fa
«D' antichi fatti certo udisti suonar dell' Ellesponto i liti». Di fronte al ritrovamento di una nave greca del quinto-sesto secolo avanti Cristo carica di mercanzie, non si può non avvertire l' emozione del mito, così come la sentì Foscolo nei "Sepolcri". Dal Falero, il porto di Atene, risalendo le coste orientali della penisola greca, avrebbe raggiunto anche Gela, passaggio obbligato per tutto il commercio navale nel Mare Nostrum, se una tempesta, a poca distanza dall' Emporio di Bosco Littorio, non le avesse impedito di completare il viaggio. Custodita per venticinque secoli nel mare di Gela, dopo anni di scavi e lavori di archeologia marina, lunedì prossimo riemergerà dai fondali la parte più imponente del relitto, formata dalla ruota di poppa e dalla chiglia della nave lignea. Lo schianto delle onde fece reclinare la barca su un lato e il peso della zavorra la lacerò nella fiancata, facendola sparire tra le onde. La nave risulta «cucita», costruita cioè con tavole connesse: un metodo attestato dalla nave di Cheope e da Omero nel secondo libro dell' Iliade. Un museo di se stessa che nascondeva una quantità considerevole di vasellame attico a figure rosse. Dall' esame degli oggetti ritrovati si può tentare una ricostruzione della vita di bordo. Teatro di storie di mercanti, allietate probabilmente dalla musica, come fa pensare il recupero di uno zufolo fittile, il cui suono serviva a impartire gli ordini durante il corso della navigazione. «Possiamo immaginare - racconta la soprintendente di Caltanissetta, Rosalba Panvini - che sull' imbarcazione ci fosse un mercante, come prova il ritrovamento di uno stilo in osso, destinato a incidere le tavolette di legno spalmate di cera e che la vita dei marinai potesse essere allietata da strumenti musicali». Una storia raccontata da due sub, Gino Morteo e Gianni Occhipinti, che nel 1988 fecero la spettacolare scoperta. Il recupero del relitto, lungo oltre undici metri, verrà curato dal dipartimento Beni culturali della Regione e dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Caltanissetta. Lunedì alle 10 appuntamento al porto di Gela, per assistere all' ultimo viaggio del più grande relitto del Mediterraneo. - GIUSEPPINA VARSALONA |