La villa del Casale di Piazza Armerina completa i restauri PDF Stampa E-mail

 

La Villa completa i restauri

Finora è stato completato l'80 per cento del lavoro sui mosaici

La villa resta aperta al pubblico anche durante i lavori di restauro. Nell'edificio di età romana celebre per i suoi splendidi mosaici finora è stato completato l'80 per cento del lavoro sulle parti musive - pari a 120 milioni di tessere, 36.000 per ogni metro quadrato - e la Villa del Casale si prepara a risplendere con la sua apertura prevista per l'aprile del 2010. Il risultato del restauro è stato presentato alla X Conferenza mondiale sui mosaici.

Il 4 novembre 2008 la Villa di Piazza Armerina aveva chiuso i battenti per quattro mesi, per permettere la collocazione della nuova copertura in legno e rame. Il delicato intervento di restauro sulla Villa del Casale di Piazza Armerina si prepara alle battute finali, le più complicate, visto che dal 4 novembre sono cominciate le operazioni di smontaggio dell'attuale copertura e la collocazione della nuova struttura ventilata con elementi in legno, rivestita da una lamina di rame preossidato, tale da non "disturbare" l'ambiente circostante.
Per questo motivo la Villa è stata interdetta alle visite per quattro mesi, da novembre a febbraio. tuttavia solo nella zona termale la copertura è stata ultimata per cui si pensa che l'operazione subirà qualche ritardo.

La Villa si presenta in veste completamente nuova: liberato innanzitutto l'ingresso e recuperata l'antica entrata, la struttura si eleva, libera, in tutto il suo splendore. I mosaici, poi, sembrano tornati alla vita, anche se mancano ancora gli ultimi passaggi. E stata già condotta una pre-pulitura e disinfestazione da alghe, batteri, funghi, muschi e licheni che proliferavano in maniera evidente sulle superfici musive, favorite dal microclima (di fatto un vero e proprio effetto serra) all'interno della villa.

Quindi il preconsolidamento (preliminare alla pulitura definitiva dei mosaici), la rimozione delle stuccature e delle integrazioni in cemento, e il livellamento delle deformazioni localizzate delle tessere nelle ali nord e ovest del peristilio, in alcuni ambienti delle terme e dell'appartamento nord. Sono stati eliminati tutti quegli agenti (sali, incrostazioni, resine e materiali diversi usati in precedenti restauri) che danneggiavano i mosaici, alterandone la lettura, per passare poi al distacco di piccole porzioni di mosaico per intervenire - quasi un'operazione di microchirurgia, ancora in corso - sui ferri dei massetti armati ormai arrugginiti.

Alla fine di tutte queste operazioni che elimineranno il degrado (ma un corretto monitoraggio e manutenzione nel corso degli anni futuri è d'obbligo), i mosaici torneranno ad essere perfettamente visibili, per giunta "ravvivati" da un trattamento di ossalato di ammonio, che tonifica e satura i pori, ma permetterà alle tessere musive di "respirare".
Gli interventi sui mosaici sono stati preceduti da saggi archeologici e scavi lungo i muri perimetrali, per isolare le pareti rese umide dalla terra addossata attorno, con gravi conseguenze ai mosaici pavimentali e agli intonaci parietali. dell'attuale copertura e la collocazione della nuova struttura che mantiene lo spirito della precedente: come già detto, nuovi supporti metallici sosterranno una copertura ventilata con elementi in legno, rivestita da una lamina di rame preossidato, tale da non "disturbare" l'ambiente circostante.

Infine è stata annunciata una novità "Si pensa infatti di sistemare delle pensiline con pannelli fotovoltaici lungo il viale che conduce alla Villa - spiega il direttore dei lavori Guido Meli - . L'energia prodotta e immagazzinata servirà ad illuminare ecologicamente la struttura, anche di notte". "Non avrei mai creduto che alla Villa del Casale si potessero raggiungere questi risultati, che vanno molto al di là delle mie aspettative - interviene l'Alto commissario Vittorio Sgarbi - i mosaici restaurati sono straordinari, commoventi, sono state sperimentate tecniche veramente all'avanguardia. Al pubblico sembrerà di entrare in una "casa privata" comoda, morbida, illuminata in cui si ritorna la sera. Ma ogni casa ha bisogno di controllo e attenzione: vorrei chiedere alla Regione Sicilia di contrattualizzare almeno cinque restauratori che, una volta finiti i lavori, mensilmente ne curino la manutenzione".

Cronaca da La Repubblica- Palermo, attualizzata il 18.05.09

 

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