Thapsos PDF Stampa E-mail


Thapsos è una piccola penisola, collegata alla costa siciliana di Melliti / Priolo attraverso uno stretto istmo, che consentiva alle navi un facile approdo. Il suo nome attuale è penisola Magnisi.

Sul bancone roccioso, lungo 2 Km e largo 700 m, sorge il più importante insediamento dell’età del bronzo medio siciliano(1.450 – 1.270 a.C.), costituito da un villaggio e da una vasta necropoli.

Il sito viene considerato un grande emporio dell’antichità, sede di importanti attività commerciali tra la popolazione indigena e le popolazioni dell’Egeo, in particolare Micenei.

E’ durante la cultura di Thapsos che gli abitanti della Sicilia, i Sicani nella lezione diodorea, prendono coscienza di appartenere ad una medesima entità culturale ed etnica, che si rafforzerà pienamente nella successiva età di Pantalica in relazione ai rapporti con popolazioni diverse.

 

 

Il villaggio, che sorge sul versante sud – orientale, si presenta come struttura abbastanza complessa in cui sono state individuate tre fasi:

a. Fine XV - XIV secolo: la prima fase è attestata da capanne circolari o sub circolari e sub rettangolari, con al centro il focolare. Tutte le capanne erano corredate da una ricca varietà di ceramiche della cultura, tra cui in particolare i bacini su alto piede

b. XIII secolo Nella seconda fase si registra un mutamento profondo dell’impianto abitativo, che si può definire protourbano. Si tratta di complessi edilizi formati da elementi rettangolari, che si dispongono a quadrilatero intorno ad una corte pavimentata con acciottolato. La loro realizzazione insieme alle stradelle contigue portò all’inglobamento delle strutture precedenti circolari. Inequivocabile il riferimento al modulo miceneo.

c. XI – IX secolo (età del bronzo finale ed inizi di quella del ferro) Nella terza fase si registrano cambiamenti ulteriori nell’organizzazione urbana, che segnano una frattura con i livelli precedenti. Appartiene a questo periodo un edificio rettangolare con due vani contigui, forniti di una bassa banchina interna. Una parte sembra, dai reperti rinvenuti, destinata ad attività artigianale e consumo del cibo e l’altra alla preparazione del cibo stesso.

La necropoli è molto vasta e presenta tombe di varia tipologia. Vi sono tombe a Tholos/camera, che sorgono sulla costa settentrionale, a diretto contatto con il mare, dalle cui acque molte sono state invase e distrutte. Le tombe hanno una o più nicchie aperte sulle pareti e spesso un lungo corridoio di accesso (dromos) ed il portello elegantemente modanato Erano certamente tombe signorili in quanto vi sono stati rinvenuti ricchi corredi.

La necropoli, poi, si estende anche sulla pianura rocciosa, dove le tombe sono del tipo con accesso a pozzetto verticale e una o due camerette contigue. La morfologia interna delle camere sepolcrali ricalca quella castellucciana.

Sono state individuate anche sepolture ad enchitrismos (inumazione dentro vasi decorati con cordonature orizzontali), collocate sul terreno e privi di corredo. Sono riferibili al bronzo medio in relazione al rinvenimento a Catania di una capanna con un pithos contenente ceramica thapsiana.

La ceramica è monocroma grigia o bruna. Il repertorio comprende i bacini e coppe su piede e su alto piede, brocche, tazze, anforette, orci etc. La decorazione è a rilievo o incisa. Alcuni solchi sono riempiti con pasta bianca per rendere il vaso più elegante. Abbonda la ceramica micenea sia all’interno delle tombe che nell’insediamento. Inoltre, sono stati rinvenuti, in particolare nelle tombe, un gran numero di oggetti di uso personale che trovano riscontro nell’area dell’Egeo: collane e ciondoli in pasta vitrea, ambra non locale, armi (spade e pugnali) ritrovati anche in Italia, oltre che nell’Egeo.

Nella III fase di Thapsos XI – IX secolo i rapporti non furono più con i Micenei, bensì con Malta.

Fonte: Ugo Adamo

 

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