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Settore Studio del Territorio di Piazza Armerina, dalle origini ai giorni nostri.

Il Dott. Enzo la Vaccara, comunica che il Gruppo di Studio di cui è responsabile, ha programmato di indagare alcune contrade del nostro territorio al fine di individuare manufatti di interesse archeologico/ architettonico/ storico/etno-antropologico-ambientale, con un’attenzione particolare verso le aree dove si ipotizza la presenza di casali o comunque di insediamenti medievali. L’attività di questo settore si articolerà nelle seguenti fasi: indagine di superficie, ricostruzioni grafiche e foto dei manufatti e di eventuali reperti affioranti in superficie, realizzazione di rilievi planimetrici del luogo indagato e/o assemblaggio di mappe storico-geografico-etnoantropologiche, documentazione archivistica, sintesi fonti storico -bibliografico - catastali, relazione finale, divulgazione dello studio.
Aree di indagine previste (suscettibili di modifica causa eventuali approfondimenti di aree già indagate):
- Abbeveratoio C.da Castani. Resti di età bizantina e medievale ?
- C.da Albana. Centro indigeno-ellenizzato/necropoli greco-romana?
- C.da Rossignolo, Segnalazione
- Friddani. Fattoria ellenistica?
- Masseria Ramata, Segnalazione
- Valle fiume Gela (tratto Bellia-Nociara)
Studio antichi casali:
Contrada Nasca di Morto.”In tutta l'area sono stati più volte segnalati, ma mai indagati, resti delle età greca, romana ed anche bizantina. Qui potrebbe essere posto uno dei tanti casali pertinenti la città di Piazza durante il primo medioevo e poi scomparsi”.
Contrada Gallinica. “Luogo di un casale attestato con il nome di Gallinica sin dal medioevo. Il Casale venne infeudato come prima dotazione al Priorato di Sant'Andrea di Piazza sino dall'anno della sua cessione all'Ordine dei cavalieri del santo Sepolcro. Il casale, forse con altro nome, ma più probabilmente con un assonante nome greco (Kallì = bella / nika = vittoria?), era abitato in periodo tardo romano e bizantino così come testimoniano i pochi resti in vista di una necropoli cristiana”.
Contrada Rossomanno. “Sulla alta formazione montuosa erea, dominata dal Monte Rossomanno con i suoi ….m.s.l.m. compaiono i resti di un abitato che nel medioevo e sino al momento della sua cruenta distruzione e del suo quasi totale abbandono, veniva chiamato Rossomanno o Rossimanno, successivamente infeudato all'Universitas ennese e da allora possedimento del Comune di Enna”.
Contrada Fundrò. “Detto anche di Fundrò, con una ricorrente variazione linguistica dalla K alla F, il casale o villaggio viene da alcuni testi identificato come castello di Fundrò. In realtà doveva trattarsi di un casale fortificato, posto sulle alture tra Enna e Piazza Armerina, in una zona oggi occupata dai boschi del demanio della Azienda Regionale delle Foreste”. |