Piccolo glossario di archeologia preistorica

Abbevilliano. Orizzonte culturale preistorico riferito alla località di Abbeville, nella Somme (Francia), attribuito al Paleolitico inferiore e caratterizzato da industria litica costituita prevalentemente da selci grossolanamente scheggiate, bifacciali (amigdale) a taglio sinuoso.

Acheuleano. Orizzonte culturale preistorico riferito alla località di Saint-Acheul, nella Somme (France), attribuito al Paleolitico antico inizia in Africa a partire almeno da 1,5 milioni di anni fa ed è caratterizzato da industria litica, che comprende una notevole quantità di raschiatoi, grattatoi, bulini e amigdale lanceolate e cordiformi caratterizzate da margini taglienti. In Europa essa compare tardivamente, dopo i 700 mila anni da oggi. Tra i siti più significativi italiani è quello di Notarchirico di Venosa (Basilicata): differenti i suoli di abitato compresi tra 6.500 mila e 300 mila anni, si caratterizzano per la presenza di industrie litiche e resti faunistici; anche un frammento di femore umano di Homo erectus. Il sito di Notarchirico consente di valutare l'evoluzione delle industrie acheuleane lungo un ampio arco di tempo e di comprendere meglio il rapporto uomo-ambiente durante il Paleolitico inferiore (M. Piperno).

Alloctono. Termine per indicare oggetti lavorati o materiali grezzi provenienti da località poste a una certa distanza dal sito di rinvenimento.

Ambra. Resina fossile di diverse conifere estinte contenente acido succinico; di colore variabile dal giallo al rosso bruno, può contenere inclusioni di bollicine o piccoli insetti. Ebbe un largo impiego come ornamento sia nella preistoria che nella protostoria. Maggiori centri di produzione europea sono i Balcani, dove sorsero dei veri e propri centri di controllo lungo la via dell'ambra e le rotte commerciali fino al Mediterraneo.

Antropologia. Si divide in fisica e culturale. La prima è lo studio dell’uomo nei suoi caratteri morfologici, metrici, popolazionistici in termini biologici ed evolutivi. La seconda ha per oggetto l'uomo nella sua vita comportamentale di relazione e di comunicazione. Inoltre si occupa dello studio delle applicazioni interattive dei rituali di natura religiosa sociologica e ambientale.

Aratro a chiodo. Il più antico tipo di aratro formato da un lungo palo alla cui estremità era fissata una punta o chiodo in legno o in ferro. Non era adatto a rivoltare la zolla, per cui il campo doveva essere arato più volte e in più sensi.

Armatura. Manufatto litico che veniva applicato con resina su un supporto di legno o di osso destinato alla caccia (es. una freccia) oppure ad altre funzioni (es. un coltello composito). Il loro primo impiego è attestato nella fase iniziale dei Paleolitico superiore (circa 35.000 anni fa).

Arte paleolitica. Presentati, fra gli altri, l'importante ritrovamento della Grotta Chauvet (Francia), che fa spostare all'indietro la complessità stilistica delle manifestazioni artistiche (30 mila anni fa), e il giacimento di Foz Coa (Portogallo), con graffiti paleolitici distribuiti all'aperto per oltre 14 chilometri in una vallata. (J. Clottes, L, Oosterbeek, J. Schobinger, C.V. Chirica, Z.A. Abramova, A. Beltran, R. Bednarik).

Arte rupestre in Africa. Si può datare a 12 mila anni da oggi la prima espressione di arte rupestre presente nel Nordafrica. Si tratta di graffiti di grandi animali, giraffe, elefanti rappresentati in quella che ora è una zona desertica. Molto diffusa anche le cosiddette 'teste rotonde'. Le grotte dipinte possono diventare veri e propri archivi di millenni di storia, ma sono anche delle gallerie d'arte di grande bellezza e valore, santuari frequentati da centinaia di generazioni, sorta di vere e proprie "cattedrali nella foresta", testimoni di un passato glorioso, di fondamentale importanza per la cultura e la storia africana. (E. Anati).

Ascia. Strumento in pietra piatto o tagliente che compare nel Neolitico, spesso usato come zappa o per modellare armi, utensili o arnesi.

Aurignaziano. Orizzonte culturale preistorico riferito alla località di Aurignac, nell'alta Garonna (Francia), attribuito al Paleolitico superiore e caratterizzato da industria litica costituita da manufatti in selce ritagliati lungo i bordi che comportano ritocchi profondi a scaglie concoidali (lame talora strozzate a metà, punte e grattatoi), da punte in osso con fenditura basale e dalla comparsa di arte figurativa.

Ausoni. Gruppo etnico di provenienza peninsulare che occupa le isole Eolie intorno al XIII sec. a.C., da cui il nome dato dall'archeologo Luigi Bernabò Brea alle culture della tarda Età del Bronzo eoliana.

Australopiteco. Il termine fu coniato dal paleontologo Rayon Dart (1925) per indicare un ominide che gli sembrava una grande scimmia: teneva la stazione eretta e usava i primi utensili litici o ossei. Si pensa che gli australopitechi più antichi risalgano a oltre 4 milioni di anni fa.

Bastone da scavo. Attrezzo usato dagli uomini neolitici, a forma diritta e appuntita, per la ricerca di cibo, radici e piccoli animali nascosti nel sottosuolo. Veniva usato pure per scavare, arare, seminare e raccogliere.

Buco da palo. E’ l’impronta lasciata da un palo nel pavimento, usato per erigere capanne e abitazioni. Talvolta i buchi erano fatti appositamente nella roccia perché contenessero i pali.

Bicchiere campaniforme. Tipico vaso che dà il nome a un vasto movimento etnico culturale che investe l'Europa intera e il Nordafrica, caratterizzato anche da una ricca e tipica decorazione incisa e puntinata. È quasi certo che la cultura e il popolo dei Bicchiere contribuirono alla diffusione della metallurgia. In Sicilia il Bicchiere giunge dalla Sardegna intorno alla fine dei XXIV sec. a.C. e pervade le culture locali della Sicilia occidentale tra la fine dell'Eneolitico (età del Rame) e gli inizi dell'età del Bronzo.

Bifacciale (o amigdala). Strumento in genere a forma di mandorla, ottenuto mediante distacchi periferici di schegge su ambedue le facce.

Bulini. Strumenti su lama o su scheggia dotati di uno o più spigoli robusti (in cui è presente un robusto angolo diedro preparato intenzionalmente) che servivano a incidere materiali duri (osso, palco, pietra). Erano ottenuti mediante una tecnica particolare, consistente nel distacco di una minuscola lamella a partire da una superficie naturale oppure appositamente preparata.

Capo Graziano (Cultura di). Periodo e cultura che si espande nell'antica età del Bronzo alle Eolie (XXII-XVsec. a.C.) e che intrattiene stretti rapporti con le coeve culture del Protoappenninico B della penisola e di Rodi-Tìndari-Vallelunga della Sicilia. Caratterizzata da una ceramica grigia con decorazioni imprecise a zig- zag e punti. Luigi Bernabò Brea ha ipotizzato la sua introduzione alle Eolie come la prova della colonizzazione degli Eoli sulla base di effettive concordanze tipologiche nella ceramica.

Cappuccina (Tomba a). Tipo popolare di sepoltura formata da tegole disposte a spiovente a forma di tetto di capanna.Calcolitico. Vedi Età del Rame. Sinonimo di Eneolitico.

Castelluccio (Cultura di). Periodo e cultura che interessa l’intera Sicilia (Eolie escluse) durante l'antica età dei Bronzo (XXII-XV sec. a.C). Caratterizzata da una tipica ceramica dipinta con decorazioni geometriche e lineari in bruno su fondo rosso. Particolarmente integrata nell'ambiente collinare interno. Presenta tra gli elementi più tipici alcuni portelli tombali scolpiti a bassorilievi e gli “ossi a globuli”, oggetti dalla funzione indecifrabile (manici di pugnali o amuleti?).

Caverna (abitazione cavernicola). Pare che gli uomini non abbiano usato le caverne come abitazioni; resti di abitazione sono stati rinvenuti davanti all’imboccatura di caverne o sotto i ripari (spuntoni di roccia sporgenti). Le caverne invece erano considerati luoghi sacri o magici.

Ceramica impressa. Decorata con impressioni a unghiate e con il margine delle conchiglie (impressioni cardiali, da Cardium, un mollusco marino).

Chiocciolaio. Cumulo di età preistorica formato da conchiglie a chiocciola, residui di cibo, che conserva tracce di focolari, resti di carbone, utensili. Tali scarichi sono presenti in tutto il mondo. Un esempio è visibile nella grotta dell’Uzzo nella Riserva dello Zingaro (Trapani).

Chopper. Ciottolo su una faccia del quale sono state staccate poche schegge per rendere tagliente uno dei lati. (Cultura del ciottolo).

Chopping tool. Si presenta come il chopper, ma con distacchi su ambedue le facce del ciottolo.

Ciclopico. Si definisce 'ciclopica' una struttura realizzata con pietre di dimensioni medie, giustapposte a secco, cioè senza leganti. Il termine deriva dalla figura mitica dei Ciclopi che, secondo gli antichi Greci, avrebbero costruito le mura di Tirinto, edificate in quel modo.

Cro-Magnon. Caverna della Dordogna (Sud-ovest della Francia) dove furono trovati crani e resti di scheletri del Paleolitico Superiore, reperti datati tra il 28.000 e il 10.000 a.C. Con il termine di Cro-Magnon viene indicato l’uomo moderno (Homo Sapiens) per distinguerlo dal Sapiens Neanderthalensis.

Danubiana (cultura). Cultura sviluppatasi nel V millennio a.C. nell’Europa centrale e orientale e che ebbe la principale fonte economica nell’agricoltura. Lungo il corso del Danubio sono stati identificati importanti siti di villaggi preistorici. Le popolazioni si stabilivano nelle foreste, tagliavano e bruciavano gli alberi e iniziavano a coltivare i terreni. Purtroppo i terreni dopo vari anni di queste pratiche si impoverivano e allora era necessario spostarsi in altri boschi e ricominciare. I villaggi erano formati da non più di 20 o 30 capanne rettangolari di grande dimensione (30 x 8 mt.) ove abitavano diverse famiglie. Diversi esempi sono anche in Sicilia, che in periodo neolitico era rivestita di foreste, e uno di questi è stato individuato a Troina (Enna) da Stoddart e Malone, seppure come grande capanna per la lavorazione dei prodotti caseari e delle carni ovicaprine.

Dendrocronologia. Metodo per datare i reperti lignei tramite l'analisi degli anelli di crescita degli alberi utilizzati come materiale da costruzione. Specialmente nelle zone settentrionali dell'Europa, dove l'impiego di materiali lignei è molto diffuso e l'umidità ha permesso una perfetta conservazione, esistono ormai sequenze di crescita degli alberi estremamente complete e dettagliate.

Denticolato. Strumento caratterizzato da acuti dentini usato probabilmente per incidere o forare.

Diana (cultura di). Cultura della fase finale del Neolitico (IV – III millennio a.C.) che prende il nome dal sito scavato a Lipari. La ceramica di questa cultura è lucida a impasto rosso. La cultura di Diana è nota per lo sfruttamento delle cave di ossidiana (vedi voce), vetro vulcanico che venne commercializzato per un lungo periodo nel Mediterraneo sotto forma di manufatti scheggiati.

Diffusione di Homo. Grazie alla contemporanea presenza di studiosi indonesiani, cinesi ed europei, è stato possibile definire la fase cronologica della prima grande diffusione dei genere Homo a partire dal continente africano. I resti del Pitecantropo (Homo erectus) sembrerebbero risalire a 1.8 milioni di anni da oggi. Nel sito di Dmanisi in Georgia è stata rinvenuta una mandibola attribuita a Homo erectus risalente a un momento antecedente il milione di anni da oggi. E poi c'è il giacimento di Atapuerca (Burgos, Spagna) che ha restituito resti fossili umani e industria lítica risalente a circa 1 milione di anni da oggi. (R.P. Soejono, A. Vekua, G. Maisuradze, E. Carbonell).

Dolmen. Monumenti funerari costruiti utilizzando grandi pietre, che formano una camera sepolcrale, di planimetria soprattutto quadrangolare o rettangolare, coperta a piattabanda con altri grandi blocchi di pietra. In alcuni casi sono molto grandi e possono essere allungati a formare lunghi corridoi, ma si conoscono anche esemplari di planimetria circolare. I dolmen sono diffusi durante tutto il Neolitico fino all'età del Rame, in alcune parti d'Europa e del bacino mediterraneo anche fino all'età del Bronzo. Le zone di maggiore diffusione sono Gran Bretagna e Irlanda, l'area baltica (Danimarca, Germania settentrionale), Francia settentrionale (soprattutto l'area bretone) e centromeridionale, penisola iberica e, in Italia, Sardegna e Puglia. Si trovano, dunque, soprattutto lungo le coste dell’Atlantico, dei Mare dei Nord e dei Baltico e nel bacino mediterraneo, anche se non mancano dolmen situati nell'interno dei continente, come il grande dolmen di S. Martin de Corléans ad Aosta e i monumenti dell'area dei Pirenei.

Domus de janas. In dialetto sardo significa casa delle streghe o delle fate. Si tratta di un tipo di tomba tagliata nella roccia, pluriconcamerata e comunicante, risalente all’età del Rame fino all’età del Bronzo.
Fittile. Qualunque manufatto costituito da argilla.

Èlimi. Popolazione che le fonti e una certa storiografia vorrebbe provenienti dalla Troade: gruppo di scampati alla sconfitta troiana sotto la guida di Enea che, nel loro peregrinare mediterraneo verso il destino di compartecipi alla fondazione di Roma, si sarebbero stanziati nella Sicilia occidentale riuscendo ad incunearsi proficuamente tra Greci e Fenici, divenendone antagonisti. In realtà forti sono le analogie della ceramica cosiddetta èlima con quella ausonia di Lipari, sicché è probabile che gli Èlimi siano una delle stirpi di provenienza peninsulare che invadono la Sicilia sul finire dell'età dei Bronzo (XI-X sec. a.C.).

Eneolitico (o Calcolitico). Periodo dell’Età del Rame che in Sicilia va dal 3.300 al 2.200 a.C.

Epigravettiano. Complesso di culture preistoriche della fase recente del Paleolitico superiore, presente in diverse regioni d'Europa tra 20.000 e 10.000 anni fa. In Sicilia occupa il periodo tra 15.000 e 10.000 anni fa. Caratterizza la produzione di strumenti in pietra (selce e quarzite) i cui elementi più tipici sono la punta a dorso abbattuto e il grattatoio. Prodotto di una società di cacciatori che viveva in quasi la totalità delle grotte della Sicilia.

Età del Bronzo. Periodo della Protostoria compreso tra fine III millennio e IX sec. a.C. (In Sicilia fino al 1.400 a.C. e diviso in Bronzo Antico – 2.200-1.400 a.C., Bronzo Medio – 1.400-1.250, Bronzo Tardo – 1.250-1.000 a.C.)Paleopatologia. Disciplina che studia le malattie umane e animali avvalendosi di resti biologici antichi, delle fonti scritte e artistiche.

Età del Ferro. Periodo che in Sicilia va dal 1.000 al 600 a.C.

Età del Rame ( o calcolitico) (v. Eneolitico).

Facies. Aspetto culturale. Ciascuno degli aspetti locali di una stessa, più ampia, cultura. Alcuni studiosi, peraltro, preferiscono evitare il termine 'cultura' per le popolazioni preistoriche e usare sistematicamente i termini facies o 'aspetto culturale', nella convinzione che i dati archeologici non consentano di pervenire alla piena individuazione di una cultura. Definisce comunque un insieme di materiali archeologici che presentano medesime caratteristiche tipologiche e analogo periodo di utilizzazione.

Glaciazione. Fase di clima freddo e arido caratterizzata dall’aumentata estensione dei ghiacciai terrestri. Un’epoca glaciale è formata da diversi periodi di glaciazione seguiti da fasi interglaciali e cioè di ritiro dei ghiacci. Le ultime glaciazioni sono state rispettivamente quella di Mindel (600.000 anni fa), quella di Riss (300.000-150.000 anni fa), quella di Würm (70.000 – 11.000 anni fa).

Grattatoio. Strumento con la parte apicale rettificata per essere usato come il raschiatoio (vd.) soprattutto nei lavori di pulizia e di trattamento delle pelli o nel lavoro di materiali più duri (osso, legno, pietra). Poteva venire impugnato direttamente, oppure inserito in manici di legno od osso.

Gravettiano. Industria del Paleolitico che prende il nome dalla località della Dordogna La Gavette, dove furono trovate lame a punta troncata e ritoccata. IL periodo gravettiano si è svolto tra 28.000 e e 20.000 anni fa in una zona compresa tra i Pirenei e la Russia. Caratteristiche di questa cultura sono le Veneri di avorio, calcare o argilla.

Grotta Paglicci. Nella famosa cavità pugliese frequentata dall'uomo da 300 mila a 10 mila anni da oggi, sono presenti varie fasi dal Paleolitico, con industrie litiche, faune, suoli di abitato, sepolture, manifestazioni artistiche parietali e mobiliari (A. Palma Di Cesnola).

Impressa (ceramica). [integrare la voce] La ceramica veniva incisa con strumenti a bastoncino o con bordi di conchiglie. Nel sito di Stentinello e nelle Eolie sono state rinvenute moltissime ceramiche risalenti al V millennio a.C.

Homo erectus. Tappa del processo di ominazione preceduta da Homo habilis. Data fra 1.600.000 e 100.000 anni fa circa, quando appaiono le prime forme di Homo sapiens (simili all’umanità attuale). É il primo abitante dell’Europa proveniente dall’Africa attraverso la penisola iberica, a ovest, e attraverso il Vicino Oriente, da est. Non è più considerata attendibile l’ipotesi del “ponte siculo-africano”, cioè del passaggio dell’Homo erectus attraverso il canale di Sicilia reso accessibile durante l’abbassamento del mare nella fase glaciale. L’Homo erectus, intorno a 150-120 mila anni fa si evolve nello stadio successivo dei sapiens arcaici. Dai sapiens arcaici si ha la biforcazione evolutiva delle due sottospecie: Homo sapiens neanderthalensis e Homo sapiens sapiens.

Industria litica. Insieme dei manufatti in pietra (strumenti, scarti e residui di lavorazione) prodotti da una comunità preistorica. Spesso il termine è usato per indicare i manufatti in selce o in altre rocce silicee, che a rigore costituiscono l'industria litica scheggiata, distinta da quella levigata, ottenuta da rocce verdi, steatite, arenaria, ecc.

Interglaciale. Le glaciazioni dell’Era quaternaria sono quattro: Günz, Mindel, Riss, Würm. Fra l’una e l’altra v’è un interglaciale, caratterizzato in genere da clima caldo e umido di tipo tropicale.

Interstadiale. Oscillazione climatica meno fredda e arida durante una fase glaciale.

Levalloisiano (Tecnica). Dal nome della località dell’Hauts-de-Seine (Francia), dove furono trovate e studiate industrie litiche del Paleolitico medio (Musteriano) caratterizzate da una particolare tecnica di lavorazione consistente nell’asportare schegge, da un nucleo di selce, su due facce opposte prima di staccarne punte o lame le cui dimensioni risultano in tal modo ben definite. La scheggiatura levalloisiana fu impiegata dopo l’Acheuleano e fino al Neolitico.

Linguaggio. Secondo gli ultimi studi sull'evoluzione dei cervello e della società, l'Homo habilis, vissuto 2 milioni di anni da oggi, era già in grado di comunicare verbalmente (Ph. Tobias).

Macina a mano. Strumento litico usato per macinare i cereali. Le prime macine apparvero nel Mesolitico. Le macine erano costituite da due parti: una base e un macinello che veniva azionato a mano contro la base stessa, la quale doveva essere orizzontale, ruvida e dura abbastanza per evitare che frammenti e schegge si mescolassero con la farina. I materiali lapidei che formavano le macine erano in genere trachite o basalto.

Magdaleniano. Complesso di culture preistoriche della fase recente dei Paleolitico superiore, diffuso in diverse regioni d'Europa tra 20.000 e 10.000 anni fa. Nel Sudovest francese il Maddaleniano è legato a una straordinaria produzione artistica parietale di cui la famosa grotta di Lascaux è il principale rappresentante.

Megalitico. Si definisce "megalitica' una struttura formata da pochi massi di grandi dimensioni, che possono anche superare le 200 tonnellate. Questi possono avere forme diverse che dipendono dal materiale impiegato: sono tendenzialmente sviluppati in due dimensioni quando la roccia è scistosa o stratificata; oppure globosi in caso di rocce compatte e omogenee. La costruzione di strutture megalitiche presuppone la padronanza di una tecnica avanzata (impiego di leve, rulli, funi e slitte) applicabile in presenza di una larga disponibilità di mano d'opera sotto la guida di una gerarchia consolidata. Le strutture megalitiche hanno funzioni cultuali e spesso anche sepolcrali. In passato il termine 'megalitico' veniva applicato anche alle costruzioni realizzate con elementi litici di dimensioni minori, più o meno omogenei (come i nuraghi sardi, le navetas baleariche ecc.). In questi casi diversi autori preferiscono usare il termine 'ciclopico'.

Mesolitico. (dal greco mèso = situato in mezzo e lithos = pietra). Orizzonte culturale preistorico situato tra il Paleolitico e il Neolitico corrispondente al processo di adattamento da parco degli ultimi gruppi di cacciatori-raccoglitori ai cambiamenti ambientali verificatisi all'inizio dell'Olocene datato tradizionalmente a circa 10 mila anni fa. L'industria di questo periodo è prevalentemente di tipo microlitico. In Sicilia il Mesolitico va da 9.500 a 6.200 a.C.

Mesozoico. Era geologica da 246 a 67 milioni di anni fa. Sinonimo di Era Secondaria, compresa tra la Primaria e il Terziario e suddivisa in tre grandi periodi: Triassico, Giurassico e Cretaceo.

Micenei. Popolo e cultura che produsse una fiorente civiltà mercantile che ebbe sede in numerose città-stato della Grecia continentale e insulare tra XVI e XI sec. a.C. Ai Micenei si deve una ricca e articolata produzione artigianale, un'elaborata urbanistica e l'invenzione della scrittura lineare B.

Microlitismo. Il termine viene utilizzato per indicare gli utensili di pietra scheggiata di dimensioni limitate (non più di 4 cm di lunghezza e meno di 4 mm di spessore). Venivano prodotti durante il Paleolitico Superiore e il Mesolitico con la tecnica del ritocco (scheggiatura secondaria). A partire dal Mesolitico questi microliti venivano applicati in fila mediante bitume o resine su supporti lignei in modo da formare falcetti per la raccolta dei cereali. Durante l’età del bronzo venivano usate punte di trapano per perforare pietre semipreziose.

Musteriano: o Mousteriano, orizzonte culturale preistorico dalla località di Le Moustier, nella Dordogna (Francia), riferito al Paleolitico medio e caratterizzato da industria litica costituita da punte, grattatoi, coltelli, ottenuti. in genere, a partire da schegge spesso ricavate con la tecnica Levallois.

Neolitico. (dal greco nèos = nuovo, e lithos = pietra). Orizzonte culturale caratterizzato dalla fabbricazione di utensili in pietra levigata, contemporaneamente a quella scheggiata, dall'impiego della ceramica e dallo sviluppo delle prime forme di agricoltura e allevamento.

Nucleo. Blocco di pietra dal quale venivano staccate schegge o lame. La sua forma è predeterminata secondo la volontà dell'Uomo preistorico e risponde ad un insieme di precisi criteri tecnici. Il nucleo è, sostanzialmente, il principale residuo della lavorazione della pietra e la sua analisi tecnologica consente di intuire le tecniche e i metodi impiegati nella scheggiatura.

Nuraghe. Grande torre-fortezza in pietra costruita con copertura a falsa volta, caratteristica dell’età del Bronzo in Sardegna (da metà del II millennio alla fine dell’età del Ferro, II sec. a.C.). Da queste torri, diffuse in tutto il territorio sardo in numero di 6500 esemplari, prende il nome la cultura nuragica, caratteristica della protostoria di Sardegna. Nel corso dei secoli intorno ai nuraghi si svilupparono veri e propri villaggi formati da decine di capanne circolari.

Ocra. Varietà terrosa di ematite (o. rossa) o di limonite (o. gialla) usata per la preparazione di sostanze coloranti, mediante essiccamento, macinazione ed eventuale depurazione. La varietà rossa veniva usata dalle popolazioni neolitiche cosparsa sul teschio dei defunti forse a scopo rituale.

Olocene. (dal greco holos = intero e kainos = nuovo). L’ultima epoca geologica dalla fine dell’età glaciale del Pleistocene (circa 10.000 a.C.) fino ai giorni nostri.

Ominidi. Il più antico antenato dell'uomo è l'Ardiphitecus ramidus. È un nuovo ominide (più antico della famosa Lucy - Australopithecus afarensis) e risale a quattro milioni e quattrocentomila anni fa. È stato scoperto in Etiopia nel 1996 ed è stato identificato in base al rinvenimento di alcuni denti, di parte del cranio e dello scheletro post-craniale. Può collocarsi tra i 6 e i 4,1 milioni di anni fa. Nell'albero dell'evoluzione si trova sulla linea dell'uomo, non dei gorilla, non dello scimpanzé, non dell'orangotango (Tim White).

Ossidiana. Vetro vulcanico formatosi per rapido raffreddamento di magmi. Presenta un'enorme varietà nella composizione chimica, tanto da rendere possibile l'individuazione delle originarie aree di provenienza. L’ossidiana è uno dei migliori indicatori dei rapporti di scambio esistenti fra le comunità neolitiche.

Palafitta. Termine latino (pala foca) che indica i pali conficcati per la costruzione di edifici preistorici in palude o ai bordi di un lago. Venivano conficcate file di pali nella melma del fondo atti a sostenere piattaforme rialzate su cui venivano erette le capanne. In Italia simili edifici esistevano dal Neolitico fino agli inizi dell’età del Bronzo e si riteneva, a torto, che fossero così conformate per motivi difensivi. In realtà si è constatato che il livello variabile dell’acqua le lasciava spesso a secco.

Paleolitico. (dal greco palaiòs = antico e lithos = pietra). Orizzonte culturale dell'antica pietra scheggiata.

Paleolitico inferiore. Periodo della Preistoria compreso tra le prime industrie litiche prodotte dall'Uomo e un'età che varia, a seconda degli autori, tra 300.000 e 120 anni fa. Prosegue l'evoluzione umana che nel Continente porta alla comparsa dell'Uomo di Neanderthal e, parallelamente, all'evoluzione delle culture preistoriche. (In Sicilia, sec. S. Tusa, 300.000-200.000 anni fa).

Paleolitico superiore. Da 35.000 a 10.000 anni fa. Il suo inizio coincide con la comparsa dell'Uomo anatomicamente moderno in Europa e con l'estinzione dell'Uomo di Neanderthal. (In Sicilia 16.000-7.500 anni fa).

Paleolitico finale (Epipaleolitico), inizia nel Vicino Oriente intorno ai 16 mila anni da oggi ed è caratterizzato, per quanto riguarda l'industria litica, da un'incidenza molto forte degli strumenti a dorso, soprattutto geometrici, e da una tendenza alla microlitizzazione.

Paleosuperficie. Antica superficie di un sedimento rimasta scoperta, spesso interessata da vegetazione o calpestio da parte di animali e uomini che su essa hanno abitato conservandone quindi i segni dell'antica frequentazione.

Percussore. Si tratta di uno strumento preistorico con cui venivano sagomati i nuclei di pietra tramite scheggiatura. Potevano essere duri o teneri, poiché venne compreso che talvolta alcune pietre potevano essere sagomate anche, e meglio, con percussori di corno o di osso, i quali, assorbendo in parte l’eccesso di energia permettevano un più fine controllo della scheggiatura.

Pintadera. Si tratta di uno stampo fittile o litico con disegni geometrici a rilievo, impiegato per realizzare decorazioni sulla pelle del corpo o su tessuti. In Sardegna pare che venivano utilizzate per decorare a stampo il pane. La comparsa delle pintadere in Europa va ascritta al primo Neolitico.

Pisé. Si intende un materiale da costruzione formato da argilla impastata con fibre vegetali e impiegato per la costruzione di muri o pavimenti di capanne o recinzioni. Veniva posto direttamente in opera in masse informi e senza sagomatura in mattoni. In Sicilia sono stati trovati molti frammenti di pisé e questo materiale viene considerato un marker della presenza abitativa capannicola neolitica. Alcuni esempi nel territorio di Piazza Armerina sono stati osservati a Cozzo Rametta e Cozzo Comune, due siti dell'Eneolitico e primo Bronzo (L. Guzzardi).

Protostoria. Il termine significa letteralmente prima storia e indica la fase evolutiva di un popolo o di una cultura caratterizzata dai primi documenti scritti o i primi tentativi di introduzione della scrittura. Comprende anche processi di formazione organizzativa di tipo statale o lo sviluppo di attività metallurgiche. In questo senso talvolta il termine viene usato per indicare l’insieme delle età del Bronzo e del Ferro.

Palinologia. Studio dei pollini fossili estratti dai sedimenti.

Pedogenesi. Complesso di processi chimici e fisici che porta alla formazione di un suolo, attraverso la migrazione verticale di sostanze (ossidi, carbonati, materia organica ... ) e la loro deposizione in determinati livelli. Hanno importanza determinante i fattori climatici, la vegetazione e l'attività biologica di fauna e microfauna.

Pleistocene. (dal greco pleistos = il più, e kainos = recente). Corrisponde all’ultima o Grande era glaciale. La forma più antica di uomo subì un’evoluzione rispetto all’antico Pleistocene (Australopithecus) e le culture classificate come Paleolitico cadono tutte entro questo periodo. L’inizio del Pleistocene è stimato da 3,5 a 4 milioni di anni. Il periodo termina con il ritiro dei ghiacci, circa 10.000 a.C.Poiché lo spessore dei cerchi varia con la temperatura e l'umidità, è possibile, partendo dall'analisi dei cerchi di alberi di età nota e risalendo a piante sempre più antiche, riconoscere e sovrapporre i gruppi di cerchi uguali. È necessario analizzare una sola specie in una regione ristretta. Si è costruito in tal modo un "calendario' che può arrivare fino al 7.000 a.C. Grazie alla curva dendrocronologica è stato possibile correggere le datazioni radiocarboniche, le quali presentavano un errore dovuto alla variazione nel tempo della percentuale di C 14 presente nell'atmosfera. Si parla in questo caso di datazioni 'calibrate'.

Porpora. Sostanza detta purpurina, contenuta nelle ghiandole di alcune specie di molluschi, comunemente chiamati mùrici, della famiglia dei Murìcidi. Si presenta di colore neutro (giallo-biancastro); all'aria in presenza della luce, o al buio per alcune specie, assume diverse tonalità di colore che vanno dal giallo al verde, al rosso, al viola sino al colore definitivo. Per ricavare una modica quantità di colorante occorrevano migliaia di molluschi.

Prenucleo. Blocco di pietra preparato in vista della produzione di lame o schegge.Primi strumenti. Sono stati individuati e studiati in Etiopia i primi siti con industria litica, i quali risalgono a 2.5 milioni di anni da oggi (J. Chavaillon).

Protovillanoviana. Con questo termine si denomina convenzionalmente la cultura del bronzo finale (XII-X secolo a.C.) caratteristica del territorio dell’Etruria e dell’Emilia centrale. Il Protovillanoviano rappresenta il periodo formativo della vera e propria cultura Villanoviana che si sviluppa nella prima età del Ferro protraendosi fino all’VIII sec. a.C.

Punta. Strumento intenzionalmente ricavato da schegge per essere usato come arma o per particolari lavori.

Quarzite (o quarzarenite). Arenaria i cui granuli di sabbia sono tenuti insieme da un cemento di natura silicea.

Quaternario. La più recente delle ere geologiche, caratterizzata da una grande espansione dei ghiacciai (glaciazioni) e suddivisa in due periodi: il Pleistocene e l’Olocene.

Radiolarite. Roccia formatasi sul fondo marino per accumulo di gusci di radiolari (animali unicellulari che formano il plancton).

Radiolarite porosa. L'uso di questa particolare roccia per la produzione di strumenti "pesanti" ha sollevato fin dall'inizio non poche perplessità dal punto di vista paletnologico, soprattutto ala luce del fatto che le indagini geochimiche, petrografiche e mineralogiche condotte su questa materia prima confermano che le caratteristiche della stessa sono primarie, ovvero l'uomo preistorico sembrerebbe averla scelta proprio perché si presenta così. Si presenta di colore avana chiaro, ha un peso specifico basso (intorno a 1,6) e variabile sensibilmente nei diversi manufatti e frammenti raccolti. Risulta composta da quarzo praticamente puro al quale si associa una piccola quantità di minerali argillosi. Al microscopio da mineralogia si presenta come una massa microcristallina, con una struttura caratterizzata da abbondantissimi pori subcircolari o leggermente schiacciati. Al microscopio elettronico a scansione i pori si rivelano legati a un'abbondante microfauna marina rappresentata essenzialmente da radiolari (animali unicellulari che formano il plancton), dei quali si osservano ormai i modelli esterni e molto raramente quelli interni.

Raschiatoio. Si tratta di uno strumento litico dal bordo tagliente e dai lati ben rettificati, usato per raschiare superfici morbide e soffici come le pelli. Tutto l’arco della preistoria conosce i raschiatoi, comparsi nel Paleolitico Medio. Uno dei più comuni tipi è quello detto “raschiatoio su lato di lama” prodotto con continui ritocchi lungo il bordo. Un altro tipo è quello “su estremità di lama” poiché i ritocchi venivano effettuati sull’estremità.

Riparo sotto roccia. Si tratta di uno spazio protetto da una sporgenza rocciosa dove si sono accumulati nel tempo depositi archeologici ricchi di ossa animali, schegge e strumenti litici. I ripari, che non sono caverne, furono utilizzati fin dal Paleolitico Superiore come rifugi.

Ripostiglio. Si tratta di deposito di oggetti selezionati, seppelliti intenzionalmente e mai recuperati. Spesso si tratta di rinvenimenti casuali in corso di scavi archeologici, ma talvolta sono isolati e fuori contesto.

Rocce selcifere. Sono costituite interamente da selci (vd.), o da rocce che ne contengono in quantità variabile come, ad esempio, i calcari.

Rodi-Tindari-Vallelunga (Cultura di). Periodo e cultura che si sviluppa in gran parte della Sicilia (soprattutto nelle zone centro-settentrionali, occidentali e a Pantelleria) specialmente durante le fasi finali dell'antica età del Bronzo (XX-XV sec. a.C.). Caratterizzata dall'assenza di decorazione e da ceramica a superfici grigie.

Rupestre (tomba). Tipo di tomba ricavata all’interno di una parete rocciosa. Tali tombe comprendono sepolture singole o multiple. Nel nostro territorio le tombe rupestri sono attestate dal Neolitico fino all’età del Ferro. Caratteristiche sono le necropoli rupestri di Pantalica, di Desueri, di Realmese.

Scheggia. Genericamente il prodotto della scheggiatura di un blocco di roccia. Più precisamente gli archeologi preistorici intendono un oggetto di larghezza inferiore al doppio della lunghezza. Frammento di pietra rimosso da un nucleo nel corso della lavorazione affinché venga orientato verso un certo tipo di strumento. Con la scheggiatura a percussione viene inferto al ciottolo o al nucleo un colpo mediante un percussore (vedi) atto a distaccarne una parte. La scheggia, nel punto di impatto, sviluppa un rigonfiamento concoide detto bulbo di percussione. Con la tecnica della pressione, invece, è possibile distaccare piccole schegge senza colpire la pietra, ma esercitando una pressione controllata mediante un apposito strumento di corno. Esempi di notevole rilievo ci sono stati mostrati e prodotti dal cultore ed esperto di archeologia sperimentale Alfio Tomaselli (visita il suo laboratorio tra i collegamenti web di questo portale).

Serraferlicchio (ceramica di -). Ceramica tipica della Sicilia meridionale dell’età del Rame (III millennio a.C.) caratterizzata da vasellame dipinto con vernice rossa viva su cui campeggiano motivi geometrici dipinti in nero.

Selci. Sono formazioni geologiche del periodo cretaceo (ultima fase del Mesozoico: 135-65 milioni di anni fa). Sono rocce a grana finissima di diversi colori, formate prevalentemente da calcedonio e quarzo; hanno frattura concoide e danno schegge con margini taglienti e traslucidi. Si presentano in noduli e arnioni variamente disseminati nella roccia calcarea che li ingloba oppure formano strati piano paralleli. La loro genesi primaria è di tipo sedimentario, in quanto risultano costituite da elementi silicei di origine biochimica (gusci di radiolari, spugne silicee, diatomee) che si depositano sui fondali marini. Possono avere anche una genesi secondaria, dovuta alla sostituzione di porzioni di roccia calca rea da parte di precipitati silicei che danno origine poi ai noti noduli oppure agli strati. In questo caso si riconoscono al microscopio non solo i resti degli organismi a guscio siliceo, ma anche di quelli originariamente calcarei (come i foraminiferi) che sono stati dei tutto o solo parzialmente silicizzati. La durezza vitrea e la facilità con cui si sfaldano ne hanno fatto il materiale preferito per la produzione di strumenti preistorici. La selce fu particolarmente ricercata tra i vari materiali litici trasportati durante le glaciazioni fino alle zone più interne della pianura germanica settentrionale. Già a partire dal Mesolitico (che nelle zone dei Baltico si protrae fino all'inizio dei IV millennio a.C.) furono utilizzati i nuclei di selce liberati dalle rocce di gesso dall'azione dell'acqua. Ma fu soprattutto durante il Neolitico (IV-III millennio a.C.) che, con l'enorme bisogno di lame e asce di selce, la produzione di strumenti, quali pugnali, asce, falci ecc. (semilavorati e da completare sul posto d'impiego) assunse dimensioni quasi industriali

Sicani. La più antica popolazione menzionata nelle fonti come vivente sull'intera isola prima dell'arrivo dei Siculi, degli Ausoni, dei Greci e dei Fenici. Da identificare archeologicamente con le culture di Thapsos e Pantalica Nord. Via via, con l'affermarsi dei Siculi, degli Ausoni e degli Èlimi prima e dei Greci e dei Fenici poi, i Sicani si vanno accantonando nell'interno riuscendo a sopravvivere autonomi fino al V sec. a.C. nella valle dei Platani (fiume dell'Agrigentino che sfocia in mare presso Eraclea Minoa) dove verranno assorbiti dalla penetrazione dei Rodio-Cretesi dalla costa.

Siculi. Stirpe etnica che dà il nome all'isola e che giunge in Sicilia sull'onda di molteplici migrazioni dalla penisola, intorno al XI sec. a.C. determinando lo spostamento dei Sicani verso occidente.

Sinecismo. Concentrazione in una città della popolazione delle borgate e delle campagne; creazione di una città nuova con l’unione di più abitati esistenti. Dal greco synoikismós (da synoikéo, coabitare, vivere insieme).

Solutreano. Industria del Paleolitico Superiore (19.000-16.000) caratterizzata dalla presenza di prototipi di punte a faccia piana e (nel Solutreano Medio) di punte a forma di foglie d’alloro. Nel Solutreano finale le punte sono allungate e strette. Prende il nome dalla località di Solutré nella Loira. I cacciatori solutreani ci hanno lasciato anche pitture parietali artistiche e sculture di animali a bassorilievo raffiguranti bisonti, cavalli, cervi, cavalli, elefanti, impronte di mani, ecc.

Stentinello (Facies di). Cultura che prende il nome dalla località siciliana scavata dal grande Paolo Orsi nel 1890 e databile tra il V e il IV millennio a.C. e diffusa in Sicilia e nelle isole Eolie. E’ caratterizzata da contenitori in ceramica impressa realizzata con unghiate e impronte di conchiglie (cardium). L’abitato era composto da capanne rettangolari circondate da un fossato e da un muro realizzato a secco. Si trattava di un insediamento agricolo in cui si allevavano ovicaprini e bovini.

Stratigrafia. Sovrapposizione di più strati di terreno che indica la successione delle culture.

Strumenti microlitici. Strumenti litici di dimensioni estremamente ridotte, caratteristici dei manufatti mesolitici (in certi casi lunghi pochi millimetri). Costituivano parti di armi o di attrezzi compositi, ad esempio arpioni formati da aste di legno su cui erano inserite varie punte di selce.

Tardiglaciale. Periodo subartico che comprende la parte più alta del Pleistocene e parte dell’inizio dell’Olocene (10.500 – 8.500 anni fa).

Terramaricola. Cultura protostorica che deve il nome al termine dialettale emiliano terra mara “terra grassa”, cioè ricca di sostanze organiche, che caratterizzava i siti degli antichi abitati. Attestata nell'area emiliana e lombarda fra il medio e il Bronzo recente (XV-XII sec. a.C.). Si tratta di insediamenti fortificati circondati da fossati e argini. Gli abitanti vivevano di agricoltura e allevamento e praticavano attività artigianale. Conoscevano la ruota e il carro, la metallurgia e cremavano i cadaveri. La ceramica è di colore grigio-bruno e la forma più comune è la tazza carenata con manico sopraelevato ad ansa cornuta.

Terrazzo fluviale. Pianoro lungo le rive di un fiume, formato dalle variazioni di portata dei corso d'acqua, che in fase erosiva tende a scavare nei materiali alluvionali precedentemente deposti. In tal modo il fiume forma una serie di gradini su diversi livelli: quelli più alti sono i più antichi, quelli più bassi si sono formati per ultimi.

Thapsos (Civiltà di). Periodo e cultura (XV-XIV sec. a.C.) che interessa l'intera Sicilia, affine alla coeva cultura del Milazzese delle Eolie. Nella Sicilia orientale i contesti di questa cultura sono ricchi di materiali d'importazione micenea, dimostrando non solo frequenti scambi commerciali con i potenti mercanti d'oltremare, ma anche limitati fenomeni di acculturazione, come nel caso di Thapsos ove l'impianto urbanistico appare imitare il modulo del palazzo miceneo.

Tholos. Tomba a camera a pianta circolare e falsa volta sostenuta da un pilastro centrale rastremato verso l’alto.

Torbiera. Formazione dovuta a un lento processo di trasformazione della vegetazione, che si verifica quando una zona lacustre poco profonda è invasa dalla vegetazione oppure quando un prato è costantemente allagato. In questi casi la torba si forma in condizioni anaerobiche, diversamente che nelle torbiere delle regioni fredde e umide, dove è la bassa temperatura a inibire la decomposizione della vegetazione.

Uomo di Altamura. L'importante resto scheletrico, pressoché intero, anche se completamente conglobato in concrezioni calcaree, rinvenuto nella grotta Lamalunga di Altamura (Bari) potrebbe risalire a circa 3-200 mila anni fa. È stata presa in esame la possibilità di asportare lo scheletro dalla cavità carsica, anche se l'amministrazione di Altamura non è d'accordo.

Villaggio. E’ un abitato formato da capanne o case abitate da diverse famiglie in un determinato periodo. I villaggi sorgono a partire dal Neolitico, ma nel Vicino Oriente i primi villaggi sono dimostrabili intorno a 12.000 anni fa. Nel corso del VII millennio a.C. cominciarono ad apparire le prime organizzazioni urbanistiche (visiona il filmato di Catalhoyuk in Turchia).

Villanoviana (cultura). Cultura risalente all’età del Ferro e sviluppatasi in Italia a partire dal IX sec. a.C. e prende il nome da Villanova presso Bologna. E’ caratterizzata da sepolture a cremazione. Le ceneri, venivano racchiuse in un’urna e sepolte direttamente nel terreno insieme ad oggetti metallici qauli fibule, fermagli per capelli, ecc. sorsero grandi centri protourbani con capanne ovali o a pianta rettangolare concentrate su altopiani e delimitati da corsi fluviali che fungevano da difesa.

Zagaglia. Si tratta di un’arma da getto formata da un’asta lunga diversi metri con punta d’avorio, osso o corno di una ventina di centimetri.

Ziggurath. Erano delle torri templari (da zaqaru, «essere alto») mesopotamiche, di origine sumerica, costituite da tre a otto gradini con un sacello all'estremità e una gradinata di accesso esterna. La più famosa è la E-temen-anki, la «Casa del fondamento del Cielo e della Terra », a Babilonia, che era alta quasi cento metri. Nella sua varietà (numero dei piani, impianto quadrato o rettangolare) è evidente la natura di "struttura di comunicazione" fra cielo e terra della ziggurath, in stretta consonanza con il simbolismo cosmico di tutta l'architettura sacra mesopotamica, dalla concezione della città (Babilonia è Bâb-îlanî, la «Porta degli dèi» fondata sull'Apsú, il caos primordiale) a quella del tempio; da qui il carattere di "centro" e di "asse" del mondo. Alla ziggurath è collegata la tradizione biblica della Torre di babele.

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Per questo glossario va fatto, oltre agli autori citati in parentesi, un particolare ringraziamento alla rivista "Archeologia Viva" che, dopo un nostro paziente e costante lavoro di raccolta di appunti, ci permette di offrirne molte voci alla vostra osservazione. Un altro contributo è stato acquisito attraverso il suppl. di Archeo 10/2001. La parte più propriamente siciliana è stata curata dalla redazione. Si spera di poterlo aggiornare. Si invita a voler segnalare imprecisioni e/o errori o voci di aggiornamento utili.

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